Queensland inondato, migliaia in fuga

Fiumi esondati o sull’orlo dello straripamento, case allagate, strade e ferrovie chiuse, migliaia di persone evacuate. Si presenta cosi’ il Queensland, nord est dell’Australia, dopo quasi un mese di piogge torrenziali causate dal ciclone Tasha – 1,3 metri di acqua caduta soprattutto negli ultimi quattro giorni – e conseguenti inondazioni che lo stesso primo ministro dello stato australiano ha definito ”senza precedenti”. Quasi 2.000 persone sono state gia’ costrette ad abbandonare le loro case in 13 cittadine del Queensland. Una di queste, Condamine, e’ stata completamente allagata e i suoi 130 abitanti evacuati grazie ad un elicottero. Non se la passano meglio i cittadini di Emerald (15mila abitanti), una delle piu’ colpite dalle inondazioni con quasi l’80% del suo territorio travolto dall’acqua: qui si teme che il fiume Nogoa possa raggiungere domani il picco di 16,2 metri. A Rockhampton, una citta’ sulla costa di 50mila abitanti, il peggio e’ atteso per la prossima settimana: la piu’ grave inondazione dal 1954 e il rischio di chiusura per l’aeroporto. La citta’ di Bundaberg e’ stata spezzata in due dallo straripamento del fiume Burnett: 400 persone sono state evacuate e 120 edifici allagati. Il cadavere di uomo di 50 anni e’ stato ritrovato in un fiume vicino Cairns. Elicotteri sono stati utilizzati per distribuire cibo nelle zone piu’ isolate. E mentre nelle citta’ del nord del Queensland, la situazione comincia a migliorare, il primo ministro Anna Bligh dichiara lo stato di calamita’ naturale in otto zone e avverte che l’emergenza potrebbe durare fino a dieci giorni. ”Il disastro che si sta dispiegando – ha detto – e’ senza precedenti. E non e’ vicino alla sua conclusione”. Intanto Blingh, che ha visitato Emerald e annunciato l’invio di altre forze di polizia per far fronte all’emergenza, ha cominciato a fare la conta dei danni. ”La ricostruzione costera’ miliardi di dollari”, ha detto. Ma la potenza devastante dell’acqua non e’ l’unico pericolo a cui sono esposti gli abitanti dello stato australiano: le autorita’ locali hanno avvertito che a causa delle inondazioni coccodrilli e ‘squali toro’ potrebbero essere stati trascinati fuori dal loro habitat naturale e spinti verso spiagge frequentate da bagnanti e surfisti. C’e’ poi il rischio di epidemie: le autorita’ sanitarie hanno consigliato a tutti coloro che abitano in zone colpite dalle inondazioni di far bollire grandi quantita’ di acqua potabile. E quando l’acqua si sara’ ritirata gli esperti temono che il problema possano diventare le malattia trasmesse dalle zanzare. ”Nelle prossime settimane- ha detto il vice ministro Paul Lucas – sara’ fondamentale ridurre al minimo i rischi per la salute”. (ANSA).