Aria mai così pulita come sotto Gengis Khan

Roma, 27 gen. (TMNews) – Solo il ritorno di Gengis Khan potrebbe salvare la terra dall’attuale crisi ambientale: durante il suo regno, infatti, la ri-forestazione ha ripulito l’atmosfera da un’ingente quantità di anidride carbonica. È quanto emerge da uno studio pubblicato su The Holocene dal team di ricercatori del Carnegie Institution for Science di Stanford (Usa), che ha analizzato l’impatto degli eventi storici, verificatisi a partire dall’800 dopo Cristo, sui cambiamenti climatici. Nel corso della ricerca, è emerso che l’uomo avrebbe iniziato a inquinare l’atmosfera ben prima della rivoluzione industriale e precisamente nel momento in cui, divenuto stanziale, ha iniziato a eliminare le foreste per rendere la terra adatta alla coltivazione, determinando, così, un notevole aumento di anidride carbonica nell’aria. Tuttavia, gli studiosi hanno anche scoperto che durante le guerre e le epidemie pestilenziali, l’abbandono temporaneo dell’attività agricola ha determinato la rigenerazione dei boschi e la conseguente pulizia dell’atmosfera. Ciò si sarebbe verificato, in particolar modo, durante le invasioni mongole in Asia guidate da Genghis Khan: in quel periodo, infatti, sarebbe ricresciuto un numero di alberi sufficiente ad assorbire quasi 700 milioni di tonnellate di anidride carbonica, un ammontare equivalente a quello rilasciato dal consumo annuo di benzina al giorno d’oggi.