Alluvione in Calabria e Sicilia, geologi: "Storia gi

(ANSA) – ROMA, 1 MAR – ”Una storia gia’ vista”. Cosi’ il presidente del Consiglio nazionale dei Geologi, Gian Vito Graziano, commenta le frane e le esondazioni, frutto del dissesto idrogeologico, verificatesi oggi in Calabria, e nel messinese, in Sicilia. ”Non e’ mai stata studiata nei piani di bacino” ha precisato poi Graziano la zona di Pettogallico a Villa San Giuseppe, periferica di Reggio Calabria, dove oggi si e’ verificata una frana ”con colata di fango e acqua, come avvenne a Giampilieri e ad Atrani, in Costiera Amalfitana. Siamo in una zona al limite del centro abitativo – ha osservato – e i piani di bacino sono oggi limitati alle aree urbane”. Il presidente nazionale dei geologi ha sottolineato poi la portata idraulica del torrente Budello, esondato a Gioia Tauro come avvenne l’ottobre scorso quando furono 120 le famiglie evacuate. In questo caso, ha detto Graziano, ”ci sono studi e progetti per allargare la portata di questo che e’ un canale idrico stretto ma con grosso bacino di alimentazione. Studi e progetti rimasti al palo, in attesa di soldi dello Stato”. ”Forti danni” sono al momento segnalati in Sicilia, in particolare a Cannaro e a Scaletta Zanclea (la stessa della grave frana di ottobre 2010) nel messinese, dove, ha annunciato infine Graziano, ”sono gia’ attivati quattro geologi, in ottemperanza all’accordo in essere con la Protezione Civile. Solo molti danni, e nient’altro, ma anche qui e’ storia gia’ scritta” ha concluso.