Roma, 14 feb. (TMNews) – La colonizzazione dello spazio è stata spesso proposta come la panacea di tutti i mali del nostro pianeta: nonostante in linea di principio appaia “solo” un problema tecnologico che il tempo e la ricerca si incaricheranno di risolvere, di recente è emerso un altro problema che rischia di rendere impraticabile il progetto, ovvero l’infertilità. Il problema, come nota il quotidiano britannico The Independent, sta nel fatto che per colonizzare un pianeta occorre arrivarci e il viaggio può prendere parecchio tempo: anche nel caso di Marte si tratta di mesi da trascorrere nello spazio, un ambiente che la Nasa ha scoperto essere no troppo idoneo al sesso. Soprattutto, l’alto livello di radiazioni presenti nello spazio sconsiglia qualsiasi gravidanza, ammesso che queste non causino direttamente l’infertilità nel feto quando non negli astronauti, dato che gli schermi attualmente in suo sarebbero inadatti per viaggi di tale durata. Insomma, ottenere una seconda generazione di coloni sembrerebbe molto difficile, il che renderebbe l’ipotesi dei “mondi in miniatura”, ovvero astronavi multigenerazionali in grado di coprire in tal modo enormi distanze, impraticabile. Quanto al sesso, gli esperimenti in tal senso della Nasa e delle altre agenzie spaziali sono rimasti top secret: solo una volta marito e moglie si sono trovati nella stessa missione – Jan Davis e Mark Lee – e non hanno mai divulgato alcun dettaglio sulle loro esperienze coniugali ad altissima quota.
