Purtroppo Paolo Graiff non aveva lasciato detto con precisione quale fosse la meta e il cellulare non era raggiungibile. A preoccuparsi del mancato rientro a casa era stato papa’ Marco, titolare di una segheria a Malgolo che aveva chiamato uno degli amici con cui solitamente Paolo si trovava per andare in montagna, Silvano Genetti. I due amici si erano sentiti il giorno prima, ma senza accordarsi per l’escursione. Genetti e’ corso a Proves non appena ha saputo del ritrovamento dell’auto e ha collaborato nelle ricerche. Le squadre dei soccorritori si sono organizzate contemporaneamente su entrambi i versanti: da quello trentino, con base operativa a Proves, sono partiti una trentina di uomini del soccorso alpino di Fondo, Cles, Dimaro e Rabbi, che si sono mossi in quota con l’aiuto delle luci e del supporto dei vigili del fuoco volontari; dal versante altoatesino sono stati allertati i soccorritori della val d’Ultimo. In Alta valle di Non sono arrivate anche tre unita’ cinofile. Paolo Graiff era partito da casa con tutta l’attrezzatura per lo scialpinismo. Il suo corpo, come detto, e’ stato ritrovato, purtroppo senza vita sotto un metro di neve tra Cima Lavaze’ e Cima Olmi. Per il rischio di altri distacchi, il recupero del corpo e’ avvenuto questa mattina con l’elicottero di soccorso. (Waf/Zn/Adnkronos)
