Astronomia: il cielo nel mese di marzo

A cura di Giovanni Simonelli

Il cielo del mese di marzo si trova nella costellazione dell’Acquario fino al giorno 12, quando passa nella costellazione dei Pesci.

Alle ore 2 di domenica 27 marzo entra in vigore l’Ora Estiva (o “Ora Legale”).

Gli orologi, fino al 30 ottobre, segneranno 1 ora in più rispetto al TMEC (Tempo Medio dell’Europa Centrale).

1 marzo: il sole sorge alle 6.48; tramonta alle 18.02

15 marzo: il sole sorge alle 6.25; tramonta alle 18.18

31 marzo: il sole sorge alle 6.57; tramonta alle 19.36

La durata del giorno aumenta di 1 ora e 25 minuti dall’inizio del mese.

(Gli orari indicati sono validi per una località alla latitudine media italiana).

Fino al 27 marzo gli orari sono espressi in TMEC (Tempo Medio dell’Europa Centrale).

Dal 28 marzo gli orari sono espressi in Ora Legale Estiva, pari ad un’ora in più rispetto all’Ora Solare o TMEC (Tempo Medio dell’Europa Centrale)

EQUINOZIO DI PRIMAVERA: il 20 marzo – alle ore 23.21 (TU).

Di norma la data dell’equinozio viene indicata facendo riferimento all’orario espresso in TU (Tempo Universale). Quest’anno l’istante dell’equinozio cade a ridosso della mezzanotte.

Ricordiamo quindi che le 23.21 TU del 20 marzo corrispondo alle ore 00.21 del 21 marzo TMEC (Tempo Medio dell’Europa Centrale), corrispondente a TU + 1 ora.

PIANETI

Mercurio: nel corso del mese si verifica il periodo di migliore visibilità serale dell’anno. Il pianeta infatti nella seconda parte del mese arriva a tramontare oltre un’ora e mezza dopo il Sole, raggiungendo la massima elongazione (distanza angolare di oltre 18° dal Sole) la sera del 23. A fine mese potremo ancora tentare di scorgerlo sull’orizzonte occidentale, anche se l’intervallo di osservabilità si riduce a meno di un’ora.

Venere: prosegue il lungo periodo di osservabilità mattutina del pianeta, visibile ad oriente prima dell’alba. L’intervallo di osservabilità tuttavia si riduce sensibilmente, ed alla fine del mese sorge solo poco più di un’ora prima del Sole. Poco dopo la sua apparizione, basso sull’orizzonte orientale, il pianeta è destinato a scomparire nella luce del mattino. Venere il giorno 2 lascia la costellazione del Sagittario per entrare nel Capricorno, che attraversa per intero per poi fare il suo ingresso nell’Acquario il 25.

Marte: per tutto il mese è ancora inosservabile. Dopo la congiunzione con il Sole del mese scorso, Marte rimane ancora molto basso sull’orizzonte orientale, dove sorge al mattino indistinguibile tra le luci dell’alba. Il pianeta si trova nella costellazione dell’Acquario, che lascia il giorno 25 per entrare nei Pesci.

Giove: giunge a conclusione il lungo periodo di osservabilità serale del pianeta che ha visto Giove dominare con la sua luminosità le notti dell’autunno e dell’inverno. Il pianeta è ormai molto basso sull’orizzonte occidentale e rimangono solo pochi minuti per poterlo individuare prima che scompaia nel crepuscolo. Rimane da segnalare comunque la curiosità del breve transito del pianeta nella 14 a costellazione zodiacale, la Balena: Giove vi è entrato lo scorso 25 febbraio e vi rimane fino al 9 marzo, per poi rientrare nei Pesci.

Saturno: dopo aver salutato Giove, il testimone passa al pianeta più suggestivo del sistema solare, con i suoi splendidi anelli, destinato a diventare protagonista delle osservazioni planetarie per le prossime stagioni della primavera e dell’estate. Saturno è ormai prossimo al periodo di migliore osservabilità dell’anno. Nelle prime ore della notte il pianeta sorge ad occidente e rimane osservabile per il resto della notte. Saturno si trova nella costellazione della Vergine, dove rimane per tutto anno.

Urano: il giorno 21 si trova in congiunzione con il Sole, pertanto il pianeta è del tutto inosservabile. Urano si trova nella costellazione dei Pesci.

Nettuno: il pianeta ricompare nei cieli del mattino, ma è ancora difficilmente osservabile, per la sua posizione molto bassa sull’orizzonte orientale. Il 27 è in congiunzione con Venere. Data la sua bassa luminosità, il pianeta non è osservabile ad occhio nudo e per individuarlo è necessario l’uso di un telescopio. Nettuno si trova nella costellazione dell’Acquario, dove rimarrà molti anni.

Plutone Plutone sorge nelle ore centrali della notte e lo si può cercare a Sud-Est prima dell’alba. Il pianeta si trova ancora nella costellazione del Sagittario, dove è destinato a rimanere fino al 2023. Per la sua luminosità molto bassa lo si può osservare solo con l’ausilio di un telescopio di adeguata potenza.

COMETE

In marzo il cielo si presenta privo di comete alla portata di telescopi piccoli e medi (ma anche grandi direi). Come avevamo preannunciato qualche mese fa, la prima parte del 2011 non offrirà nessun oggetto di magnitudine decente e c’è solo da sperare in qualche arrivo inatteso o qualche outburst altrettanto inatteso per poter tornare ad ammirare un “astro chiomato” senza dover aspettare mesi. In febbraio la 103/P Hartley, l’oggetto più “luminoso” del periodo, si è mostrata con difficoltà solo attraverso diametri importanti. Uscita di scena questa cometa, andremo quindi incontro ad un periodo di forzato riposo che durerà probabilmente fino a maggio-giugno, quando nei cieli mattutini farà la sua apparizione la promettentissima C/2009 P1 Garrad, che prima di andare a nascondersi tra la luce del Sole brillava di una luminosità molto superiore al previsto (10,5 mag.). Gli osservatori dell’emisfero australe potranno darle un occhiata già questo mese e dai loro report forse capiremo se siamo davvero di fronte a una cometa importante che, non dimentichiamolo, è ancora lontanissima dal perielio.

C/1975 V1 West, la grande cometa del 1976

In attesa di tornare sul campo, continuiamo nel revival sulle grandi comete del recente passato. Dopo la C/1965 S1Ikeya-Seky, tocca alla C/1975 V1 West. Questa grande cometa, una delle più luminose del XX secolo, fu scoperta dall’astronomo danese Richard Martin West all’interno della costellazione del Microspopio, analizzando delle lastre di una survey dell’emisfero australe riprese col telescopio Schmidt all’Osservatorio di La Silla (Cile) dell’ESO. L’oggetto brillava di magnitudine 14/15 ed era distante quasi 3 U.A. dal Sole. Successivamente, analizzando altre lastre, West accertò che la cometa era già visibile il 10 agosto 1975. La scoperta fu annunciata ufficialmente il 6 novembre 1975. Fu Brian Mardsen, celebre astronomo recentemente scomparso, il primo a tracciarne l’orbita corretta, che avrebbe portato la West verso fine febbraio 1976 a meno di 3 milioni di chilometri dal Sole, con una magnitudine stimata di +1. A metà gennaio di quell’anno la Cometa era di ottava magnitudine, e in breve la sua luminosità aumentò (sesta magnitudine a inizio febbraio, quarta a metà febbraio, prima magnitudine verso il venti). L’affinamento dei calcoli dell’orbita fissarono per il 25 febbraio il giorno del perielio. Nei giorni che precedettero quel momento, fu vista attraverso piccoli binocoli e perfino a occhio nudo, seppur bassissima e immersa tra la intensa luce solare. La sua magnitudine fu stimata negativa (qualcuno la valutò di-1,9 magnitudini, altri la videro un po’ meno luminosa). Venne comunque riportata la sua forma a goccia, indice di un disgregamento del nucleo. Il giorno del perielio fu vista a occhio nudo in pieno giorno e stimata di mag. -3, con un accenno di coda. I giorni immediatamente seguenti fu stimata appena meno luminosa e a fine mese, allontanandosi prospetticamente dal Sole, divenne più facile, pur perdendo leggermente luminosità (che comunque era ancora ampiamente negativa). La coda, mano a mano l’oggetto si allontanava dall’astro diurno, divenne meglio visibile e sempre più estesa. Ai primi di marzo la sua lunghezza fu valutata in 25° in visuale. In quel momento la luminosità della West era scesa a 0 magnitudini. Osservazioni telescopiche dei giorni seguenti misero in luce la spaccatura del nucleo in quattro frammenti. L’affievolimento fu inesorabile tanto che a metà aprile la West brillava di una “normale” sesta magnitudine. La C/1975 West occupa la terza posizione tra le comete più luminose dal 1935 ad oggi, preceduta solo dalla C/1965 S1 Ikeya-Seky e dalla C/2006 P1 Mc Naught .