a cura di Redazione MeteoWeb

Mirto, quando giunge l’aria fredda, spesso è al di sotto della quota in cui in Sicilia sei sicuro di ricevere ogni anno accumuli nevosi degni di tale nome, ossia cinquecento metri (settecento se si parla di accumuli considerevoli ogni anno). La parte più alta del paese, che è esattamente a cinquecento metri, spesso registra accumuli considerevolmente più abbondanti del resto del centro abitato, che si “sdraia” sulla vallata con un certo dislivello altimetrico: nel ’99 proprio lassù si raggiunsero i 49 centimetri di neve.
Per nevicare a Mirto occorrono questi ingredienti: aria fredda di matrice continentale, isoterme di almeno .-3 a 850 ectopascal(1500 metri)e di -30/-31 a 500 ectopascal(1500metri): questo è il “minimo sindacale” per avere dei fiocchi su Mirto, quella che in paese chiamano a “pagghiazziata” (dove per “pagghiazze” si intendono i fiocchi), suolo raffreddato da lunghi periodi di Hp invernale con irraggiamento notturno o da ondate di freddo precedenti, e mare freddo, essendo Mirto di fronte al Tirreno: condizioni che si verificano generalmente tra fine gennaio e fine marzo.
Sapendo da tempo che questi ingredienti il 26 febbraio vi saranno, si parte per Mirto, dove sono certo che entro la sera nevicherà. Oltrettutto è appena nevicato a Pescara, “sentinella” della neve a bassa quota sul messinese, che non ha mai “tradito”.
La giornata a Mirto si presenta soleggiata: il sole però non è sincero, ma è velato da nubi bianche che creano una patina opaca che avvolge la vallata, dove svettano montagne imbiancate, sopra i 700 metri, dalla nevicata del giorno prima.
Mirto è ancora in attesa: i gradi sono sette, e nulla lascia presagire, eccetto le mappe, quello che sarebbe accaduto di li a poco.
Dal borgo si scorgono le sagome delle Eolie, che spuntano dall’acqua del Tirreno come sirene, mentre i camini fumano e riempiono l’aria del loro odore. Il vento è leggero ma deciso, e la bocca fuma.
Il sapore del solito, immancabile caffè, dà gusto a questa giornata semplice, all’insegna delle cose genuine: una passeggiata in paese, l’attesa di una nevicata, lo scambiare due parole con persone che non si vedono da tempo. Nella testa ho “Broken Wings” di Mr Mister, un pezzo anni ’80 che amo molto. Fino all’ora di pranzo tutto tace, anche il paese, come ad accompagnare l’attesa.
Dopo pranzo inizia a piovere: una pioggia fine, fitta, poi sempre più intensa. La pioggia tintinna sui tetti spioventi, sui campanili maiolicati, sui vicoli stretti, sul vociare dei bambini, sull’odore dei camini e dei boschi, sul canto degli uccelli che non sentono freddo.
La nebbia, fitta, cala sul paese. Sono nuvole basse. La pioggia intensifica, e mentre cala il buio diventa via via più pesante. Pur amando Mirto in ogni sua “veste”, estiva ed invernale, vorrei andarmene, non sopportando più l’attesa di qualcosa che temo non arrivi più, nonostante sia certo del contrario. Ma non avendo lassù nè mappe nè altro, non so se vi sia stato un rialzo termico inaspettato in quota o qualcos’altro di imprevisto.
Verso le sei e mezza del pomeriggio sono in compagnia di un meteomatore mirtese fino a pochi anni fa “in incognito”, e vediamo che dal lampione la pioggia sembra trasformarsi in qualcos’altro. La nebbia si dirada velocemente, lasciando il posto alla neve.
Nevica su Mirto: il suolo è caldo perchè è la prima nevicata, malgrado sia fine febbraio, e so bene che non accumulerà tanto. Inoltre durante la notte le termiche in quota aumenteranno, quindi non ha senso neanche dormire in paese.
Nevica, anzi “pagghiazzia”.
Nell’aria odore di pulito, o forse è solo un’impressione. Quello dei camini invece è reale. Fa freddo adesso, siamo a +1. I fiocchi divengono via via più piccoli, più lenti. Il bianco inizia pian piano ad accumularsi sulle auto,e a terra si crea un leggerissimo velo squarciato dalle tracce degli pneumatici. Nevica su Sant’Alfio, la Chiesa che reca l’orologio costruito dal mio prozio, nevica davanti al pub dove si assiste all’”evento” inaspettato, nevica nel giardino di casa, dove il palmizio si imbianca creando un effetto suggestivo. Incontro diversi amici con cui si parla della nevicata in atto, che rende tutti felici, perchè qui la neve fa fugaci comparse, e non invadenti permanenze: è questo che rende unica la neve di Mirto.
Il paese, già bello, con la neve diventa ancora più fiabesco. Chi ci vive spesso non sempre lo ama, ma per me, che grazie alla distanza lo guardo con gli occhi del “cuore”, è e rimane il luogo perfetto in cui staccare dal reale e tuffarmi in un mondo di fiaba. Anche se la neve oggi è poca e non è come quella di due anni fa, che ammantò per tre giorni il borgo, o come quella-già citata-del novantanove.
Fa freddo su Mirto, ormai siamo prossimi allo zero.
Chi ama solo il frastuono e ha paura del silenzio, come il silenzio bianco di stasera, si rassegni: non sa quello che si perde.
