Nuovo sistema solare, scoperta eccezionale. I commenti degli esperti: “E’ fantastico, e avremo altre sorprese…”

A cura di redazione Meteoweb

La scoperta dei 6 pianeti che ruotano attorno alla stella Kepler-11 ’’e’ la piu’ grande scoperta fatta sui pianeti esterni al Sistema solare dal 1995’’: la definisce cosi’ il coordinatore della ricerca pubblicata su Nature, Jack Lissauer, del centro di ricerche Amer della Nasa, nella conferenza stampa telefonica organizzata dalla rivista.

Il 1995 e’ stato un anno decisivo, nel quale sono state gettate le basi della ricerca sui mondi esterni al Sistema Solare. In quell’anno e’ stata infatti confermata la prima scoperta in assoluto di un pianeta esterno: 51 Pegasi b, un pianeta gigante in orbita attorno alla stella 51 Pegasi, una nana gialla molto piu’ anziana del Sole. Anche quella scoperta era stata annunciata su Nature. Era il 6 ottobre 1995 e gli autori erano Michel Mayor e Didier Queloz, che utilizzarono i dati dell’osservatorio francese dell’Alta Provenza. ’’La prima cosa sbalorditiva – ha detto ancora Lissauer – e’ che di questo sistema solare fanno parte 6 pianeti e che, di questi, 5 hanno un raggio confrontabile con quello della Terra’’.

TINETTI, SCOPERTA FANTASTICA – ’’Una scoperta fantastica, sicuramente bellissima’’: cosi’ l’astrofisica Giovanna Tinetti, dell’University College di Londra e fra i massimi esperti internazionali di pianeti extrasolari, ha commentato la scoperta del nuovo sistema planetario fatta dal telescopio spaziale Kepler della Nasa. ’’E’ vero che finora si sono scoperti tanti pianeti extrasolari, ma questa volta fa notizia soprattutto il metodo con cui e’ avvenuta la scoperta’’. Il sistema e’ quello del transito, ossia delle variazioni prodotte nella luminosita’ della stella dal passaggio di un pianeta davanti al suo disco. ’’Normalmente con il sistema del transito sono stati scoperti finora sistemi con uno o due pianeti in transito, ma qui c’e’ un intero sistema planetario che transita davanti alla sua stella: ci sono ben sei pianeti che passano tra la stella e l’osservatore. E’ la prima volta che questo accade – ha aggiunto – e dimostra che questo metodo e’ molto piu’ potente di quanto si potesse supporre’’. Anche per Giovanna Tinetti la distanza dei cinque pianeti interni dalla stella e’ troppo scarsa perche’ possa esserci vita, mentre il sesto e’ un gigante gassoso, ugualmente inospitale per la vita. In futuro, ha osservato, dalle scoperte di Kepler potranno arrivare nuove conferme relative a pianeti di altri sistemi che si trovano invece nella zona abitabile, quella in cui si puo’ trovare acqua allo stato liquido.

GRATTON, PUO’ RISERVARE ALTRE SORPRESE – E’ importantissimo e puo’ riservare ancora molte sorprese il sistema solare scoperto dal telescopio Kepler della Nasa: ’’non si puo’ escludere che in esso esistano altri pianeti che potrebbero non essere transitati davanti alla stella nel periodo in cui il telescopio l’ha osservata’’, ha osservato l’esperto di pianeti extrasolari Raffaele Gratton, dell’osservatorio di Padova dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Quello che e’ certo e’ che ’’e’ un sistema davvero interessante’’, scoperto osservando un fenomeno rarissimo come il transito di 6 pianeti sul disco della stessa stella: ’’questo ha permesso di ricavare informazioni sulla massa e il raggio dei pianeti’’, ha osservato Gratton. Di conseguenza e’ stato possibile ’’calcolarne la densita’ e ricavare molte informazioni sulla loro struttura’’. Si e’ capito cosi’ che ’’e’ un sistema molto compatto, composto da almeno 5 pianeti piccoli e molto vicini tra loro: non e’ facile trovare tanti pianeti di massa cosi’ piccola’’. Per questo, ha aggiunto, il nuovo sistema solare e’ un laboratorio unico per capire come di formano i pianeti e per studiarne la composizione. Kepler ha osservato il sistema per circa un anno e ’’non si puo’ escludere – ha proseguito l’esperto – che si tratti di un sistema solare piu’ complesso di quanto appaia’’. Un pianeta piu’ distante potrebbe riservare sorprese: per esempio, potrebbe trovarsi alla distanza giusta perche’ in esso si trovi acqua allo stato liquido. Dei 6 pianeti che orbitano attorno alla stella Kepler-11, 5 sono infatti cosi’ vicini al loro sole da rendere impossibile la presenza di acqua liquida: ’’sono molto piu’ vicini al loro sole di quanto Mercurio lo sia al nostro e sono anche molto vicini tra loro’’ e hanno temperature ’’comprese fra 400 e 500 gradi, sono troppo caldi per poter ospitare la vita come la conosciamo’’. L’acqua di cui sono ricchi esiste allo stato gassoso, ossia come vapore acqueo, ma la pressione e’ cosi’ elevata che puo’ dare origine alla formazione di ghiacci’’.

HACK, SCOPERTA IMPORTANTE – ’’E’ una scoperta importante e molto interessante perche’ sappiamo molto poco su altri sistemi solari con pianeti relativamente piccoli, dalle dimensioni simili a quelle della Terra’’: cosi’ l’astrofisica Margherita Hack ha commentato la scoperta del nuovo sistema solare dal telescopio Kepler della Nasa e al quale Nature dedica la copertina. ’’Finora – ha osservato Hack – conosciamo molti pianeti extrasolari, ma scarseggiano le scoperte di pianeti simili alla Terra. Questo accade perche’ i pianeti che hanno dimensioni simili alla Terra sono piccoli e piu’ difficili da scoprire. E’ molto interessante che questo sistema solare sia relativamente simile al nostro’’. Tuttavia, ha aggiunto, la somiglianza vale soltanto per le dimensioni perche’ cinque dei sei pianeti orbitano molto vicino alla loro stella. ’’Poiche’ quest’ultima e’ simile al Sole, i pianeti – ha aggiunto Hack – sono sicuramente troppo caldi per permettere l’esistenza di forme di vita’’. Per potersi sviluppare, ha rilevato l’esperta, ’’la vita richiede molecole stabili, anche se molto diverse da quelle che sono alla base della vita come la conosciamo sulla Terra: sono necessarie molecole complesse, ma queste vengono dissociate dalla temperatura troppo alta’’. Nello spazio, ha detto ancora, ’’andiamo a cercare una chimica della vita simile alla nostra perche’ gli elementi che la costituiscono sono i piu’ diffusi nell’universo, come carbonio, acqua e ossigeno. ’’Il che – ha concluso Hack – non significa che la vita non possa avere caratteristiche diverse da quelle che conosciamo. Abbiamo visto che possono esistere batteri che si nutrono di arsenico e non possiamo escludere che forme di vita molto semplici possano essere molto diverse’’.

ANSA