BARI, 9 MAR – Strade distrutte, compresi tratti della statale 106 ionica – arteria di collegamento tra Calabria, Basilicata e Puglia – interi vigneti abbattuti, campi allagati, masserie e aziende agricole circondate dall’acqua, operai e volontari al lavoro con pompe, idrovore e autospurgo per liberare dal fango negozi e scantinati, ancora interrotta la linea ferroviaria tra Metaponto e Taranto. E’ il quadro che persiste nell’area ionica-metapontina a una settimana dall’esondazione del fiume Basento e, soprattutto, dall’apertura della Diga di san Giuliano, nel materano, fatta per evitare che l’acqua che era nell’invaso tracimasse. Per domani, e’ previsto un consiglio intercomunale per la richiesta della dichiarazione dello stato di emergenza: vi prenderanno parte i sindaci e i presidenti dei Consigli dei comuni interessati, sia della Puglia sia del confinante versante lucano. L’assise, che sarà anche aperta a parlamentari e a rappresentanti di altre istituzioni coinvolte negli interventi per l’emergenza, si riunirà nell’azienda ‘Alsia’, sulla statale 106, in località Pantanello, nel territorio di Metaponto. Intanto, a Marina di Ginosa – dove una sessantina di famiglie hanno dovuto lasciare le loro case a causa dell’inondazione – si continua a spalare fango: dove la sede stradale è stata liberata definitivamente dall’acqua, si sta intervenendo per ripulire anche gli scantinati delle abitazioni. Per le famiglie senza casa si continuano a distribuire pasti caldi in varie zone della localita’ costiera tarantina. Da questa mattina, sono al lavoro anche molti tecnici comunali che, con funzionari dell’Ufficio Agricoltura della Provincia, stanno rilevando i danni subiti da colture e patrimonio zootecnico. (ANSA)
