Roma, 17 mar. (Adnkronos) – “Purtroppo, da venerdi’ a oggi, l’incidente in Giappone si e’ oggettivamente evoluto nel modo peggiore rispetto alle previsioni. E questo ha evidentemente portato gli esperti americani a denunciare una gravita’ del rischio nucleare superiore a quanto riconosciuto dal governo giapponese”. Lo dice all’ADNKRONOS Andrea Borio di Tigliole, direttore del Laboratorio di Energia Nucleare Applicata dell’Universita’ di Pavia, che giudica le parole del Presidente della Commissione per la regolamentazione del nucleare Usa, Gregory Jaczko “una sorta di preallerta, un ‘mettere le mani avanti’ per sollevare l’attenzione su un possibile futuro scenario”. “L’incidente in Giappone si e’ evoluto nel modo peggiore per una serie di cause concomitanti – aggiunge – primo fra tutti il problema dello stoccaggio del combustibile nelle piscine che nei primi giorni non si sapeva neanche esistesse e che ora si sta proponendo quasi come il problema piu’ grave. Cio’ perche’ si sono verificati danneggiamenti alle strutture che non ci si aspettava e questo ha compromesso situazione”. L’esperto spiega che “le barre di combustibile non si fondono ma si surriscaldano, danneggiando cosi’ la guaina, cioe’ la ‘camicia’ che riveste il combustibile, facendo cosi’ mancare una barriera di contenimento dei prodotti radioattivi”. In Giappone “siccome queste barre sono stoccate in una vasca che non piu’ ha un contenimento, perche’ nel reattore 3 e’ esploso il tetto e nel 4 c’e’ stato un incendio, gli elementi radioattivi hanno, in questo momento, solo la guaina che li separa dall’ambiente esterne. Se questa si danneggia, il materiale puo’ essere rilasciato nell’ambiente in quantita’ importante. In questo caso l’entita’ del rischi dipende da quanto materiale c’e’ nelle vasche di stoccaggio, come si e’ danneggiata la guaina, ma sicuramente si puo’ avere un incremento di radioattivita’ a qualche centinaio di chilometri”. “In questa fase non dovrebbe esserci un impatto sulla salute ma – conclude – se dovesse scoppiare un incendio, che magari duri qualche giorno, a quel punto si fonderebbe il combustibile con rilascio di quantitativi ingenti di radioattivita’ in atmosfera e di conseguenza gravi rischi. Per questo – conclude – evidentemente – le autorita’ statunitensi stanno mettendo in guardia da possibili futuri scenari”.
