TOKYO, 31 MAR – Il Grand Hotel Akasaka Prince, uno degli edifici piu’ caratteristici dello skyline di Tokyo, chiude oggi i battenti dopo 55 anni per trasformarsi, sia pure per poco, in un ricovero per gli evacuati del sisma/tsunami dell’11 marzo e della crisi maturata dalla centrale nucleare di Fukushima. L’hotel, inaugurato nel 1955, ha aggiunto un edificio di 40 piani progettato nel 1983 dall’architetto Kenzo Tange, diventando da subito un luogo popolarissimo durante il periodo rampante di fine anni ’80 e degli anni 90′. La concorrenza sempre piu’ intensa e la recessione economica del 2008 ha spinto il gestore della struttura, Prince Hotels, a chiudere i battenti. La demolizione, per dare vita a complessi commerciali e alberghi di lusso, potra’ attendere, mentre, dato il suo valore storico, l’edificio originale sara’ conservato. Dal 9 aprile a fine giugno, l’Akasaka Prince, che puo’ ospitare 1,600 persone nel cuore di Tokyo, servira’ come centro di evacuazione per le vittime del sisma e soprattutto per le persone che sono state costrette a lasciare le loro case nel raggio dei 20 km dall’impianto per il rischio contaminazione. Anche Tokyo ha cominciato ad accogliere gli evacuati: centri di accoglienza sono stati allestiti presso il centro espositivo del Tokyo Big Sight (al momento ha gia’ 151 persone), all’Ajinomoto Stadium (181) e al Nippon Budokan (271), dove ieri si sono recati in visita l’imperatore Akihito e la consorte Michiko. Altro centro, ha spiegato all’Ansa un funzionario del governo metropolitano di Tokyo, sara’ preparato al Tokyo International Forum, l’avveniristica struttura espositiva e per concerti, a due passi da Ginza, il salotto buono della citta’. (ANSA)
