(ASCA-AFP) – Yerevan, 15 mar – Dopo l’incidente di Fukushima in Giappone, cresce la paura in Europa per il vecchio impianto nucleare dell’era sovietica presente in Armenia, a soli 30 chilometri dalla capitale Yerevan e vicino al confine con la Turchia, in una zona fortemente sismica, come dimostrato dal terremoto che nel 1988 causo’ 25 mila morti. Un portavoce del Ministero armeno che si occupa delle situazioni di emergenza ha convocato una conferenza stampa, sostenendo che l’impianto di Metsamor e’ stato costruito per reggere all’urto sismico. L’Unione Europea aveva chiesto gia’ in passato a Yerevan di chiudere il reattore per motivi di sicurezza, ma il governo armeno aveva risposto facendo presente che l’impianto aveva resistito al terremoto del 1988 ed era pertanto da considerare sicuro. La centrale era rimasta chiusa per cinque anni dopo il terremoto, ma di fronte alle carenze di energia elettrica nel paese le autorita’ locali avevano deciso di riaprirla malgrado il parere negativo di Stati Uniti e paesi europei. Nel 2004 la Ue aveva perfino offerto 100 milioni di euro di compensazione al governo armeno in cambio della chiusura dell’impianto, ma l’Armenia sembra intenzionata a costruire a Metsamor un nuovo reattore, prolungando cosi’ la vita della centrale.
