Contaminazione: quella da cesio è peggiore di quella da iodio

Roma, 31 mar. (Adnkronos/Adnkronos Salute) – “La contaminazione da cesio 137 e’ piu’ preoccupante di quella legata allo iodio 131. Molto, ovviamente dipende dalle quantita'”, ma questa sostanza agisce in tempi lunghi. Lo spiega Giuseppe Miserotti, presidente dell’Ordine dei medici di Piacenza e referente per gli effetti delle radiazioni nucleari dell’Isde, l’Associazione dei medici per l’ambiente affiliata alla International Society of Doctors for the Environment, dopo che un’orchestrale del Maggio musicale fiorentino, rientrata dalla tournee in Giappone, e’ risultata positiva, dopo nuove analisi, al cesio 137, oltre che allo iodio 131, rilevato gia’ al suo rientro la scorsa settimana. Per il cesio 137, infatti, “e’ di circa 30 anni – spiega Miserotti – la cosiddetta emivita”, ovvero il tempo occorrente perche’ la meta’ degli atomi di un campione puro dell’isotopo decadano in un altro elemento. Mentre “per lo iodio 131 e’ di 9-10 giorni”. In pratica, “tutte le particelle di cesio che sono arrivate nell’organismo con il respiro o con l’alimentazione vi rimarranno per 30 anni e continueranno ad emettere radiazioni”. Il fatto che nell’orchestrale fiorentina le tracce di questo radionucleide siano state rilevate solo ora e non nei primi esami “dipende solo da come sono state fatte le rilevazioni che devono essere molto attente, soprattutto se le concentrazioni sono molto basse”, sottolinea Miserotti. La pericolosita’ del cesio dipende ovviamente dalla quantita’, e piccole tracce non devono allarmare. In generale, pero’, questa sostanza radioattiva si concentra soprattutto nei tessuti molli, in particolare il midollo osseo, nelle gonadi, nel cuore, nella muscolatura.