Resta alto l’allarme nelle Marche, duramente colpite dal maltempo di ieri che ha provocato tre morti: la protezione civile regionale ha annunciato che l’allerta permane fino a sabato, perché anche se smettesse di piovere, resta sempre alto il rischio di dissesto idrogeologico. Intanto sono 10mila le utenze Enel che, via via, dovranno essere rispristinate dalle squadre al lavoro. “Sono 250 gli operai all’opera, nella speranza di ripristinare la maggior parte di allacci entro la giornata”, ha spiegato Roberto Oreficini, direttore del dipartimento della Protezione Civile delle Marche, in viaggio verso Casette d’Ete, simbolo ormai dell’alluvione che ha colpito la regione. I guasti agli impianti elettrici sono stati causati dal livello delle acqua che ha raggiunto contatori e impianti di distribuzione danneggiandoli, da alberi caduti sui fili a causa del vento o da pali precipitati al suolo. “Lo scenario regionale è a macchia di leopardo – ha sottolineato Oreficini – tutta la regione è stata colpita dal maltempo, con particolare intensità per le zone dell’ascolano, del maceratese e del pesarese, risale infatti a questa mattina la rottura dell’acquedotto di Pesaro, sul quale si sta lavorando”. Per i danni però “si potrà avere una stima esatta solo tra un paio di settimane, quando cioè potremo scongiurare ulteriori frane e dissesti” ha precisato Oreficini. Nell’anconetano la situazione si avvia lentamente verso la normalità, con l’areoporto delle Marche tornato già operativo nella serata di ieri. “Manteniamo l’allerta meteo fino alla sera di sabato, perché anche se smettesse di piovere prima, non si può evitare il rischio di dissesto idrogeologico, anche a terreno asciutto”, ha spiegato Oreficini, aggiungendo: “Le temperature sono sopra lo zero fino ai 1000 metri, questi ci spinge a monitorare attentamente il livello dei fiumi che rimane alto. Sopra i 1000 metri invece le temperature rimangono sotto lo zero, evitando alla neve di sciogliersi”. Si attendono per la giornata di oggi nuove precipitazioni sparse e a carattere di rovescio. Intanto dall’alto controllano la situazione nella Regione: un elicottero dei vigili del fuoco sulla zona costiera, l’altro della Guardia Forestale sulla zona appenninica per monitorare il rischio valanghe e la situazione di terreni e bestiame. (TMNews)
