Come se non bastassero i boati sul Fadalto a scatenare la psicosi tra la gente della Val Lapisina, le drammatiche immagini provenienti dal Giappone dopo il sisma di venerdì non aiutano la popolazione del Trevigiano a mantenere la calma. A Vittorio Veneto ci si prepara al peggio e l’allerta, dopo l’ultima scossa di domenica, è massima.
I boati tra le prealpi bellunesi e la provincia di Treviso continuano da più di un mese e nessuno riesce a dare una risposta in grado di tranquillizzare i cittadini. I centralini delle forze dell’ordine sono bombardati di telefonate e le autorità non possono far altro che invitare a “smetterla con gli allarmismi”.
La calma, tuttavia, è lontana. In pochi riescono a dormire sonni tranquilli e nei paesi sul Fadalto iniziano le prime prove di evacuazione. La paura regna sovrana e l’attenzione è ora concentrata sulla messa in sicurezza di ospedali e scuole. E c’è perfino chi, dopo l’ennesimo rimbombo che ha fatto tremare le pareti di casa, ha deciso di lasciare la zona e rifugiarsi lontano. “Ne ho parlato con mia moglie e abbiamo deciso di trasferirci in Toscana”, racconta un uomo a La Tribuna di Treviso. “E’ una vita difficile, ma sono molto più tranquillo”. (Tgcom)
