Acqua radioattiva a Tokyo. 20mila tra morti e feriti per il sisma

Roma, 19 mar. (TMNews) – Continua a diventare sempre più catastrofico il bilancio delle vittime del terremoto e del successivo tsunami che otto giorni fa hanno devastato il nordest del Giappone: il Dipartimento di Polizia ha reso noto che il numero dei morti accertati e dei dispersi ha ormai raggiunto i 20mila. E aumenta la paura per il nucleare: a Tokyo scatta l’allarme radioattività per l’acqua, il latte e gli spinaci. Per le autorità non c’è rischio per la salute. E intanto proseguono le operazioni per raffreddare i reattori a Fukushima Nell’acqua di Tokyo e di altre località giapponesi sono state registrate tracce di iodio radioattivo secondo l’agenzia di stampa, Kyodo, che ha citato fonti governative. In precedenza, livelli anormali di radioattività sono stati rilevati nel latte e negli spinaci nella prefettura di Fukushima e Ibaraki, nei pressi della centrale nucleare danneggiata in seguito al terremoto e allo tsunami di una settimana fa.

“Un livello di radioattività superiore al limite legale in Giappone è stato individuato su un campione di latte prelevato nella prefettura di Fukushima e su sei campioni di spinaci nella prefettura di Ibaraki”, ha detto il portavoce del governo, Yukio Edano, sottolineando che questi livelli non sono pericolosi per la salute. “Paragonato al consumo medio di latte dei giapponesi, anche se qualcuno bevesse latte contaminato per un anno, la dose di radiazioni che riceverebbe sarebbe equivalente a quella di una sola Tac”, ha spiegato il portavoce.

E sul fronte di Fukushima, dove sono ancora alti i livelli radioattività con 140 microsievert per ora nella cittadina di Namie, il piano del governo sembra iniziare ad avere qualche effetto sui reattori. I continui getti d’acqua hanno fatto scendere la temperatura delle unità sotto i 100 gradi e domani dovrebbe essere ripristinata anche l’alimentazione di energia elettrica al sistema di pompaggio dei reattori.

Tornando alle vittime dirette del sisme e dello tsunami di una settimana fa, i decessi accertati sono 7.653, mentre i dispersi accertati sono 11.746; i feriti sono 2.618. Su questo bilancio, comunque continua a pesare l’ombra delle denunce delle autorità locali delle città di Minamisanriku e Ishinomaki, che hanno ciascuno lamentato 10mila dispersi: non è chiaro se e quanti di questi dispersi siano annoverati nel bilancio ufficiale.