Roma, 24 mar. (Adnkronos/Adnkronos Salute) – I viaggiatori di ritorno dal Giappone provenienti dalla zona di evacuazione (20 Km) circostante la centrale di Fukushima e sottoposti ad appropriate procedure di decontaminazione, non costituiscono rischio radioattivo per gli altri e non necessitano di screening all’arrivo in Italia, cosi’ come i viaggiatori provenienti dal resto del Giappone. Lo spiega il ministero della Salute, nel Focus su nucleare e salute pubblicato in homepage sul portale del dicastero. Al momento – si precisa – solo le persone impegnate nelle azioni di controllo e risposta all’incidente nell’impianto nucleare di Fukushima sono presenti nell’area in cui ci sono i maggiori livelli di radioattivita’. Per la loro stessa sicurezza, devono essere sottoposte a procedure di decontaminazione quando lasciano la zona. Per il resto, si ricorda che “i viaggiatori che provengono da aree poste a distanze superiori a 80 Km (distanza cautelativa suggerita dalla Nuclear Regulatory Commission degli Stati Uniti d’America ed adottata anche da altri Paesi europei), non necessitano di alcun tipo di screening ma soltanto di un supporto informativo sul fatto che la permanenza in aree cosi’ distanti non puo’ aver prodotto rischi significativi per la loro salute, dati i livelli presumibilmente molto bassi di un’eventuale esposizione – si sottolinea – e di conseguenza non puo’ comportare un rischio radioattivo neanche per la salute altrui”. “Le persone che abbiano soggiornato in aree poste a distanza inferiori agli 80 km dalla centrale di Fukushima – prosegue il ministero – ugualmente non necessitano di screening all’ingresso in Italia, ma possono rivolgersi ai centri di riferimento individuati dalle Regioni per la valutazione strumentale dell’eventuale esposizione, previa appropriata raccolta di informazioni anamnestiche: luogo e durata del soggiorno nell’area, periodo trascorso dal momento del rientro in Italia; dati sulla funzione tiroidea e renale, abitudini alimentari, eventuale assunzione di iodio stabile, eventuali esposizioni a iodio radioattivo non connesse al soggiorno in Giappone”. Al momento attuale, infine, sono indicati controlli soltanto su alimenti di origine animale e di origine non animale provenienti dal Giappone e prodotti/confezionati a partire dall’11 marzo 2011 (Disposizione 16 marzo 2011). I controlli prevedono il prelievo di campioni e l’invio a laboratori specializzati; l’importazione e’ consentita solo a fronte di un risultato favorevole. Non sono invece indicati controlli su altre merci e su bagagli al seguito dei passeggeri.
