Terremoto in Nuova Zelanda: Christchurch sarà parzialmente abbandonata. Le foto del disastro

a cura di Redazione MeteoWeb

A nove giorni dal terremoto che ha devastato la citta’ neozelandese di Christchurch, le autorita’ hanno formalmente abbandonato la ricerche di sopravvissuti.

“Piu’ passa il tempo, piu’ si riduce la possibilita’ di trovare sopravvissuti. Purtroppo vi e’ un punto in cui l’azione passa dalla ricerca dei sopravvissuti a quella dei corpi. Abbiamo raggiunto quel punto”, ha dichiarato in conferenza stampa il responsabile della protezione civile John Hamilton. Il bilancio ufficiale delle vittime e’ intanto salito a 161 morti ma, basandosi sul numero dei dispersi, le autorita’ ritengono che arrivera’ a 240. Hamilton ha ricordato che gli oltre 600 soccorritori hanno estratto 70 persone vive dalle macerie, ma che l’ultimo e’ stato tratto in salvo il pomeriggio successivo al sisma del 22 febbraio. Fra i morti, ha affermato il ministro degli Esteri Murray McCully, vi sono 100 stranieri di 20 paesi diversi, in gran parte studenti d’inglese. Intanto a Christchurch, seconda citta’ della Nuova Zelanda, molti abitanti sono ancora privi di elettricita’ e acqua corrente. Oggi sono tornati a funzionare gli autobus, che saranno gratuiti, ma gli spostamenti sono ancora resi difficili dalle cattive condizioni delle strade. Domani, per la prima volta, gli abitanti potranno accedere al centro della citta’ per recuperare i loro beni. Il centro, dove normalmente lavoravano 50mila persone, e’ stato gravemente danneggiato e circa un terzo degli edifici commerciali dovra’ essere abbattuto. Secondo le autorita’ ci vorra’ una quindicina di anni per ricostruirlo.

Circa 10 mila case, centinaia di edifici commerciali e molti storici palazzi coloniali di Christchurch dovranno essere demoliti per i danni subiti da due terremoti in sei mesi, e alcune parti della citta’, la seconda della Nuova Zelanda, dovranno essere abbandonate del tutto. E secondo le stime del Tesoro, il costo della ricostruzione si aggirera’ sui 15 miliardi di dollari neozelandesi (circa 8,3 miliardi di euro) e ridurra’ dell’1,5% la crescita del Pil. Lo ha rivelato il premier John Key, che ha annunciato un servizio in memoria delle vittime il 18 marzo in un parco della citta’ devastata, a cui si prevede parteciperanno 100 mila persone. Il sisma di magnitudo 6,3 ha causato finora 166 morti confermate, che si prevede saliranno a circa 200, mentre i soccorritori continuano a cercare corpi fra le macerie. Il meticoloso processo di identificazione delle vittime, con impronte digitali, Dna, dati dentistici ed effetti personali, potra’ richiedere ancora mesi, avvertono le autorita’, aggravando il dolore dei familiari in attesa di notizie. Il premier Key in una conferenza stampa ha chiesto ai neozelandesi di farsi forza di fronte alla probabile demolizione di molti edifici storici, oltre che di case. Alcune parti della citta’, ha spiegato, non potranno essere riedificate a causa della liquefazione, il disfacimento del terreno causato dal sollevamento di limo e di acqua provocato dal sisma.