Trieste. Bora a 176 all’ora: 150 feriti e danni lungo la costa fino a Lignano

Vento fortissimo, ma non è record: l’anno scorso si toccarono i 188 all’ora. Capannone scoperchiato nell’entroterra udinese

a cura di Redazione MeteoWeb

La bora, che da giorni non smette di flagellare la città di Trieste e tutto il litorale del Friuli Venezia Giulia, ha fatto segnare la notte scorsa i 176km/h.

Lo ha reso noto questa mattina l’Istituto nautico i cui anemometri sono piazzati nella centralissima piazza Ortis. La raffica è stata registrata alle 22 e 13.

Non è un record per Trieste perché lo scorso anno vennero registrate folate a 188 chilometri orari. Questa mattina alcune raffiche hanno toccato i 160 chilometri all’ora causando ancora disagi alla circolazione.

Tra ieri e questa mattina non si contano le uscite dei vigili del fuoco, coadiuvati anche da squadre giunte da Udine, per cornicioni pericolanti, alberi divelti, traffico in tilt in diverse zone della città. La bora soffia intensa anche sull’entroterra friulano. Ha causato danni a Lignano Sabbiadoro, sull’intera costa e anche all’interno. A San Giovanni al Natisone (Udine) è stato scoperchiato un capannone. Altri disagi in diversi centri minori. Le previsioni sono per un rafforzamento del vento che scenderà di intensità solo a partire da venerdì.

Sono almeno 150 le persone ferite. Almeno 150 persone sono finite in ospedale per traumi collegati alla Bora a Trieste tra ieri e stamattina. Lo confermano al pronto soccorso dell’ospedale di Cattinara. I feriti hanno tutte le età, anche se prevalgono gli anziani. Parecchi i traumi cranici per tegole cadute dai tetti, compreso quello di un ragazzo di 20 anni che stamattina si è avventurato per la strada con la bicicletta e al quale i medici hanno cucito parecchi punti di sutura. Molte persone hanno subito traumi perché scaraventate dalla Bora contro ostacoli fissi. Nessuno dei feriti è in prognosi riservata, ma non mancano i casi seri, come quello di una donna a cui la Bora ha infranto la veranda dell’abitazione, che è le rovinata addosso fratturandole un femore.

Non si contano le fratture alle spalle, ai polsi e alle braccia. Nei due pronto soccorso degli ospedali di Cattinara e Maggiore, parecchie persone sono tuttora in attesa di essere visitate a causa di traumi e purtroppo è molto probabile che altre ne arrivino. Solo ieri, si sono registrati 10 ricoveri in ortopedia e 70 prestazioni ortopediche. Ma il bollettino di guerra non è certamente finito qui.

Scoperchiato parte del tetto del liceo Oberdan a Trieste: chiuso il terzo piano. Il crollo di materiale – si è appreso dalla dirigente scolastica Clementina Frescura – è avvenuto all’esterno dell’ edificio, con ogni probabilità durante la notte o la mattinata di oggi, comunque quando gli alunni non erano ancora arrivati a scuola. Appena giunti a scuola, gli studenti hanno scoperto la situazione e organizzato un’assemblea. All’Oberdan già nel 2009 si erano verificati due episodi di crolli dei soffitti in alcune classi. Il terzo piano dell’istituto – ha aggiunto la dirigente scolastica – rimane chiuso al momento.

Chiusi anche i musei. Il Comune di Trieste ha temporaneamente chiuso al pubblico l’Acquario, il Museo del Mare, l’Orto botanico, il Castello di San Giusto e le biblioteche Quarantotti Gambini e Stelio Mattioni di Borgo San Sergio. La decisione è stata presa dopo un sopralluogo sui siti del direttore dell’Area Cultura, Adriano Dugulin. «Si tratta – ha detto l’assessore alla cultura, Massimo Greco – di una soluzione adottata in via precauzionale a tutela del personale e dell’utenza. Infatti, non appena la situazione meteo migliorerà, i musei e le biblioteche riprenderanno la loro attività con il consueto orario d’apertura e servizio al pubblico».

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