Shuttle, intervista a Roberto Vittori: “Rinvio del tutto inaspettato”

A cura di redazione Meteoweb

L’annuncio che lo shuttle non sarebbe partito e’ arrivato come un fulmine a ciel sereno all’equipaggio dell’Endeavour. ’’E’ stata un’informazione secca: rinvio per motivi tecnici.

E’ arrivata con una telefonata mentre eravamo sul pullman diretti alla rampa di lancio’’, ha detto all’ANSA Roberto Vittori. Astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e colonnello dell’Aeronautica Militare Italiana, Vittori e’ un veterano dello spazio, con due missioni a bordo della navetta russa Souyz nel 2002 e nel 2005. La sua prima volta sullo shuttle gli ha fatto toccare con mano il carattere imprevedibile della navetta americana, una delle macchina piu’ complesse mai costruite. ’’Ci eravamo svegliati poco prima delle 5. Nell’aprile 2002, con la missione Marco Polo, e nell’aprile 2005, con la missione Eneide, mi ero alzato alla stessa ora e poi era cominciata la preparazione al lancio’’, ha raccontato l’astronauta. Ieri il primo ad alzarsi era stato il comandante Mark Kelly e in poco tempo ha cominciato ad animarsi il lungo corridoio sul quale si affacciano le camerette degli astronauti. ’’Ero sicurissimo che avremmo lanciato, non avevo nessun dubbio’’. Un passo dopo l’altro, i preparativi andavano avanti: prima la borsa che contiene la tuta azzurra e gli scarponi, che viene consegnata a ciascun astronauta subito dopo l’atterraggio e che indossano prima di lasciare la navetta; poi la borsa da spedire a Houston.

Quindi l’aggiornamento sulle condizioni meteo: ’’il tempo non era bellissimo e i venti sembravano superare il limite, ma le previsioni davano un miglioramento in vista del lancio’’. Quindi la vestizione: ’’abbiamo indossato la tuta arancione e verificato la pressurizzazione, era tutto ok’’. E un breve momento di relax, come prevede la tradizione. ’’A quel punto il comandante ci ha detto che stavano vagliando un problema tecnico, cosi’ ci sediamo ad aspettare, con il circuito di raffreddamento delle tute acceso’’. E’ stata un’attesa di pochi minuti, poi ’’il comandante ha detto ’andiamo’, sembrava tutto a posto. Abbiamo preso l’ascensore e siamo saliti sul pulmino’’. Come accade da sempre, un elicottero sorvolava il piccolo pullman della Nasa dai vetri oscurati diretto alla rampa di lancio. Lungo la strada si erano radunati in tantissimi a salutare il passaggio degli astronauti. ’’Mentre eravamo sul pulmino e’ arrivata una seconda telefonata. Ha risposto la persona che ci accompagnava, le e’ stato detto di fermarsi e aspettare, poi le hanno detto che il lancio era stato rinviato’’. Un annuncio secco e asciutto e il pulmino e’ tornato indietro, in un silenzio carico di perplessita’ e confusione. ’’Mi e’ sembrato molto strano, non pensavo proprio che non avessero lanciato, anche se ho sempre saputo che lo shuttle e’ una macchina complessa’’. Cominciano cosi’ giorni di attesa, nei quali Vittori e i suoi compagni di equipaggio restano in quarantena e proseguono l’addestramento. ’’La speranza e’ che si capisca meglio la durata dello slittamento: con lo shuttle la sorpresa e’ sempre dietro l’angolo’’.

dell’inviata ANSA Enrica Battifoglia