PALERMO, 23 MAG – ”Per limitare i disagi e i pericoli provocati negli aerei dall’eruzione di un vulcano si deve lavorare molto piu’ seriamente di quanto si e’ fatto fino ad oggi”. E’ questo l’appello lanciato dal comandante Filippo Capuano, presidente dell’associazione sicurezza volo, commentando la situazione dei voli in seguito all’eruzione del vulcano islandese Grimsvotn. ”Un aereo che penetra nella cenere vulcanica ad una velocita’ di oltre 900 km/h – dice all’ANSA – subisce principalmente l’abrasione di varie parti della sua struttura, il danneggiamento dei comandi di volo, la rottura e lo spegnimento dei motori, l’occlusione di prese d’aria necessarie al buon funzionamento di strumenti fondamentali, l’avaria di sensori utili a decine e decine di impianti di bordo”. ”In queste condizioni puo’ capitare che la struttura dei motori venga scossa da forti vibrazioni – spiega – al punto da rompersi e quando cio’ accade si esaurisce anche la produzione di energia elettrica, di aria pressurizzata e condizionata, e con sensori e strumenti che non funzionano, probabilmente anche al buio e con l’aria in cabina piena di odore di zolfo, l’aereo inizia a planare inesorabilmente verso il basso”. ”Gli aerei sono progettati per volare in aree libere da frammenti rocciosi e da gas corrosivi, – afferma – ma sembra che ci sia difficolta’ a capirlo. Alcuni commentatori del mondo aeronautico sembrano ritenere che un aereo possa volare in qualsiasi ambiente atmosferico, anche se particolarmente ostile, come quello di un’atmosfera piena di acido solforico e cloridrico, impregnata da gas corrosivi di vario genere, forse alcuni ancora sconosciuti, e piena di pezzi di roccia vulcanica”. (ANSA)
