Roma, 23 mag. (TMNews) – L’Europa è di nuovo col fiato sospeso per l’eruzione di un vulcano islandese: il Grimsvoetn continua a proiettare un’enorme nuvola di ceneri nei cieli dell’Atlantico del nord, e gli Stati Uniti hanno deciso di prendere la situazione sul serio e di anticipare a stasera la partenza del presidente Barack Obama per Londra, nel timore che domani il traffico aereo sulle isole britanniche possa essere alterato dall’eruzione. Per domani le previsioni dell’Ufficio meteorologico britannico (Met), responsabile per il monitoraggio delle ceneri provenienti dalla zona interessata, indicano la possibilità che la nube possa interessare l’Irlanda e la Scozia: “I venti a bassa quota (…) soffiano forte verso la Gran Bretagna, ma a più alta quota soffiano verso nordovest”, cioè verso la Groenlandia, ha spiegato il meteorologo islandese Peitur Arason. L’organizzazione europea per la sicurezza aerea Eurocontrol ha indicato che “nessuna chiusura dello spazio aereo è attesa lunedì o martedì al di fuori dell’Islanda”, anche se in serata il principale aeroporto islandese di Keflavik, nei pressi della capitale Reykjavik, ha riaperto. L’eruzione resta però “rilevante” secondo il Met, e le ceneri potrebbero arrivare “sul Nord e l’Ovest della Scozia nella notte e domani (martedì) mattina”. Non a caso, la compagnia cargo Loganair ha annunciato l’annullamento di 36 voli fra oggi pomeriggio e domani mattina , quasi tutti in Scozia. Se il Grimsvoetn continuerà a sputare ceneri con la stessa intensità, secondo Eurocontrol non è da escludere che la nube possa propagarsi allo spazio aereo francese e spagnolo intorno a giovedì, mentre “c’è un rischio che le ceneri raggiungano certe zone dell’Europa del Nord nelle prossime 48 ore”, ipotesi che secondo i meteorologi finlandesi potrebbe concretizzarsi già da domani. E lo scivolone oggi in borsa dei titoli delle principali compagnie aeree riflette bene i timori di una possibile nuova paralisi dei cieli in Europa. In Italia, l’Enac è allertata, ma, ha detto il ministro dei Trasporti Altero Matteoli, “non abbiamo motivi di preoccupazione per la regolarità dei voli”. Ma la lezione del vulcano islandese Eyjafjoll, che nell’aprile dell’anno scorso costrinse alla chiusura totale o parziale dei cieli europei per oltre un mese – e che secondo una stima dello studio Oxford economics è costata quasi 4 miliardi di euro all’economia mondiale – fa sì che le autorità europee arrivino all’appuntamento con il Grinsvoetn meglio preparate: come ha spiegato il direttore generale dell’autorità italiana dell’aviazione civile Enac e vicepresidente di Eurocontrol, Alessio Quaranta, grazie a un nuovo radar meteo Lidar, che fornirà “informazioni più dettagliate sulle emissioni di cenere vulcaniche”, sarà possibile limitare l’annullamento e i ritardi dei voli.
