A cura di Peppe Caridi
TERREMOTI:CINA;BILANCIO GOVERNO, 71.000 TRA MORTI E DISPERSI(ANSA-AFP) – PECHINO, 19 MAG – E’ salito ad almeno 71.000 fra morti e dispersi il bilancio ufficiale del terremoto che una settimana fa ha colpito la provincia cinese del Sichuan. Lo rende noto il piu’ alto responsabile della provincia, Liu Qibao. (ANSA-AFP)
TERREMOTI: CINA; 200 SOCCORRITORI SEPOLTI DAL FANGO (ANSA-REUTERS) – , 19 MAG – Almeno 200 soccorritori che portavano il loro aiuto alle zone della Cina colpite una settimana fa dal terremoto sono rimasti sepolti da una ondata di fango. Lo rende noto l’agenzia ‘Nuova Cina’ che cita un comunicato del ministero dei trasporti cinese, che non fornisce ulteriori dettagli, ne’ indica un luogo. Non e’ chiaro inoltre se gli oltre 200 soccorritori sepolti dal fango siano tutti morti o se alcuni di loro siano stati estratti vivi, come non e’ chiaro se l’ondata di fango fosse uno smottamento, come ce ne sono stati diversi nella regione del sisma, per lo piu’ montagnosa, o la conseguenza dell’esondazione di un fiume o di un lago. (ANSA-REUTERS)
TERREMOTI: CINA,IL PAESE SI E’ FERMATO PER RICORDARE VITTIME (ANSA) – BEICHUAN, 19 MAG – La Cina intera si e’ fermata oggi per ricordare le vittime del disastroso terremoto che ha colpito la provincia del Sichuan esattamente una settimana fa. A Beichuan, epicentro del sisma, in mezzo alla devastazione completa, anche i soccorritori riconoscibili dalle tute arancioni e i soldati in divisa si sono irrigiditi sull’attenti, mentre, in mancanza di sirene, suonavano i clacson delle auto. Dopo tre minuti sono stati gridati alcuni slogan, come ”Lunga vita alla Cina”, e tutti sono tornati al lavoro. A Pechino diverse migliaia di persone, molte vestite di nero, si sono radunate sulla piazza Tien an men mentre le sirene suonavano alle 14:28, le 8:28 in Italia, l’ora esatta della scossa devastante di lunedi’ scorso. L’ultimo bilancio fornito dalle autorita’ e’ di 71.000 tra morti e dispersi. (ANSA)
TERREMOTI:CINA; IN SICHUAN PERDITE PER OLTRE 6 MILIARDI EURO (ANSA-REUTERS) – PECHINO, 19 MAG – Le perdite economiche per il terremoto che una settimana fa ha colpito la Cina sud- occidentale ammontano a circa 67 miliardi di yuan, pari a 6,16 miliardi di euro, nella sola provincia di Sichuan, epicentro del sisma. Lo ha dichiarato il governo di Pechino per voce del viceministro all’industria Xi Guohua. Le perdite, ha detto l’ esponente cinese, sono calcolabili, sulla base delle stime di crescita del 2007, nello 0,27% del Pil cinese e nel 6,38% del Pil del Sichuan. Le imprese colpite nella provincia, ha detto il viceministro in una conferenza stampa, sono 14.207. (ANSA-REUTERS)
TERREMOTI: CINA,A BEICHUAN ANCORA SI CERCANO SUPERSTITI; TUTTI SI FERMANO TRE MINUTI PER LUTTO; ANZIANA ESTRATTA VIVA (dell’inviato Beniamino Natale) (ANSA) – BEICHUAN (CINA OCCIDENTALE), 19 MAG – Alle 14:28 si fermano tutti. Si fermano i soldati, con le loro tute mimetiche, si fermano i volontari con quelle arancioni. Si fermano i medici che, con i camici bianchi e surreali camicioni viola che dovrebbero proteggerli dai germi, entrano per primi nei posti dove ci sono cadaveri in putrefazione. L’odore dei cadaveri, forte e aspro, riempie l’aria. I soccorritori ancora impegnati a cercare qualche superstite hanno osservato, come potevano, i pochi minuti di raccoglimento decretati in segno di lutto collettivo per i morti nel terremoto di lunedi’ scorso. Non c’erano sirene e allora hanno suonato i clacson delle ambulanze. Il numero di vittime confermato aumenta ogni giorno, ma a Beichuan ci si sforza di tenere viva la speranza. Oggi una donna, ”una nonna”, dice un giovane soldato, e’ stata estratta viva dalle macerie. Con lei sono stati estratti tanti cadaveri, che vengono allineati su quello che rimane di una piazza, chiusa da edifici quasi completamente crollati. Una donna piange mentre indica un vuoto, dove, fino a una settimana fa, la sua bambina di nove anni andava a scuola prima di sparire nei due minuti che hanno cancellato Beichuan dalla faccia della terra. Le operazioni di soccorso sono in pieno svolgimento. Quella di Beichuan e’ una situazione ancora ‘calda’, dove si spera disperatamente di salvare qualche vita. Una situazione nella quale il pensiero della ricostruzione fa venire quasi altrettanti brividi di quello di quei tre minuti, tra le 14:28 (le 08:28 in Italia) e le 14:31 di lunedi’ 12 maggio 2008. (ANSA)
TERREMOTI: CINA; RISCHIO EPIDEMIE, SI ABBATTONO I CANI (ANSA-REUTERS) – PECHINO, 19 MAG – Il timore di epidemie nella Cina occidentale devastata dal terremoto di una settimana fa ha spinto le autorita’ di una contea a ordinare di abbattere tutti i cani rimasti senza padrone e diventati randagi. Lo ha detto oggi l’agenzia ufficiale Nuova Cina. Nella contea di Qingchuan, che ha avuto piu’ di 2.670 morti, le autorita’ hanno ordinato l’abbattimento ”collettivo” dei cani che vagano affamati fra le macerie, per proteggere la popolazione da attacchi e per diminuire il rischio di malattie. ”Da quando c’e’ stato il terremoto, i cani della contea per lo piu’ non non sono stati nutriti da nessuno e sono diventati randagi”, hanno detto funzionari locali citati dalla Nuova Cina. ”Hanno la tendenza a lottare per il cibo con gli esseri umani… e a mordere la gente, diffondendo malattie”, hanno aggiunto. L’agenzia ha detto che i cani abbattuti saranno disinfettati e sepolti in fosse profonde. (ANSA-REUTERS)
TERREMOTI:CINA;TRE GIORNI LUTTO,FANGO SOMMERGE SOCCORSI/ANSA GOVERNO:71.000 MORTI E DISPERSI,DANNI 6 MLD EURO (ANSA-REUTERS-AFP) – PECHINO, 19 MAG – Tre giorni di lutto nazionale sono iniziati stamani in Cina a una settimana esatta dal disastroso terremoto di magnitudo 8 che ha colpito la provincia sudoccidentale del Sichuan, del quale oggi il governo cinese ha aggiornato il bilancio provvisorio a 34.073 morti accertati e 71.000 circa fra morti e dispersi. Ancora oggi si avvertono scosse di assestamento, alcune forti, una delle quali e’ stata probabilmente la causa di uno smottamento di fango (o forse l’esondazione di un bacino idrico) che, stando a informazioni laconiche fornite dal ministro dei trasporti, ha sommerso almeno 200 soccorritori a bordo di sei mezzi e due escavatrici. Nella zona dell’epicentro, nel fetore dei corpi in decomposizione, si scava ancora fra le macerie alla ricerca di sopravissuti – un’anziana donna e’ stata estratta viva ancora stamani. Poi alle 14:28 (le 08:28 in Italia), tutta la Cina si e’ fermata per tre minuti per marcare l’ora esatta del sisma di una settimana fa. Per tre minuti si sono fermate anche le contrattazioni alla Borsa di Pechino. Oggi le bandiere in tutto il Paese, compresa quella della centrale Piazza Tienanmen a Pechino, sono a mezz’asta, gli spettacoli di intrattenimento sono sospesi per tre giorni, come pure il percorso della fiaccola olimpica. Il governo di Pechino oggi ha comunicato che autorizzera’ l’accesso alla provincia di Sichuan di equipe mediche straniere: ”Viste le necessita’ attuali delle operazioni di soccorso, la Croce Rossa cinese autorizzera’ l’ingresso di equipe mediche straniere per partecipare agli aiuti”, ha annunciato il portavoce del ministero degli esteri, Qin Gang. Il governo cinese ha anche lanciato un appello per l’invio urgente di tende per ospitare i circa 5 milioni di persone che hanno perso tutto nella catastrofe. ”Il sisma del Sichuan ha distrutto un gran numero di abitazioni nella regione che si trova in piena stagione delle piogge”, ha precisato Qin. Il governo, infine, ha azzardato oggi una prima stima dei danni economici prodotti dal terremoto. Il viceministro all’ industria Xi Guohua li ha quantificati in circa 67 miliardi di yuan, pari a 6,16 miliardi di euro, nella sola provincia di Sichuan, equivalente allo 0,27% del Pil nazionale cinese e al 6,38% del Pil del Sichuan. (ANSA-REUTERS-AFP)
TERREMOTI: CINA, PAESE IN LUTTO COME PER MORTE MAO ;OLTRE 70.000 VITTIME, SOTTO MACERIE ANCORA QUALCUNO VIVO (ANSA-AFP-REUTERS) – PECHINO, 19 MAG – Non succedeva dalla morte di Mao Zedong oltre 30 anni fa: per commemorare le vittime del terremoto dell’8/o grado Richter di una settimana fa – circa 71.000 fra morti e dispersi, quasi tutti nella regione del Sichuan, secondo l’ultimo bilancio – il governo cinese ha disposto da oggi tre giorni di lutto nazionale. Per tre minuti, alle 14:28 – l’ora esatta del sisma del 12 maggio – tutto l’immenso Paese si e’ fermato in raccoglimento, mentre risuonavano le sirene degli allarmi aerei, i clacson delle automobili, le sirene delle navi nei porti, i fischi dei treni. Anche la fiaccola olimpica, che durante il suo periplo mondiale ha superato contestazioni e attacchi di manifestanti filotibetani, si ferma per tre giorni. Le bandiere sono state messe a mezz’asta, i cinema e tutti i locali di divertimento resteranno chiusi, compreso il Grande Teatro Nazionale; i principali giornali sono usciti con il nome della testata in nero, la televisione di stato per tre minuti si e’ oscurata, mentre vari siti internet hanno reindirizzato i loro visitatori su portali dedicati al terremoto. Per tre minuti si sono fermate le borse di Shanghai e di Shenzhen, i cuori economici e finanziari del Paese. A Pechino, alcune migliaia di persone si sono radunate davanti al grande ritratto di Mao Zedong in piazza Tiananmen, e dopo i minuti di raccoglimento hanno a lungo gridato slogan patriottici. L’agenzia ufficiale Nuova Cina ha sottolineato l’eccezionalita’ di questo lutto nazionale, ricordando che non ce ne e’ stato uno uguale dalla morte del fondatore della repubblica popolare comunista, Mao Zedong, nel settembre 1976. I morti confermati, secondo l’ultimo bilancio ufficiale citato da Nuova Cina, ammontano a 34.073 fra tutte le zone colpite, 33.570 nel solo Sichuan; insieme ai dispersi, il totale sale ora a 71.000 vittime. Oltre 240.000 sono i feriti; quasi 53.000 sono stati ricoverati in ospedali. ”Viste le necessita’ attuali delle operazioni di soccorso, la Croce rossa cinese autorizzera’ l’ingresso di equipe mediche straniere per partecipare agli aiuti”, ha annunciato oggi il ministero degli esteri in un comunicato. Il governo ha anche lanciato un appello per l’invio urgente di tende per ospitare i circa cinque milioni di persone che hanno perso tutto nella catastrofe. Si fanno sempre piu’ esili intanto le speranze di trovare qualcuno in vita sotto le macerie; eppure, ancora oggi sono stati estratti tre superstiti, due donne e un uomo di 80 anni. Anche se il ministero della Sanita’ ha assicurato che non ci sono epidemie, si fa piu’ pressante il timore di un’emergenza sanitaria, a causa dell’acqua contaminata, del caldo in aumento, delle piogge stagionali, dei cadaveri in putrefazione il cui odore ammorba l’aria. E’ scoppiata la guerra contro i cani: nella contea di Qingchuan (piu’ di 2.650 morti) si abbattono tutti quelli rimasti senza padrone e diventati randagi. ”Hanno la tendenza a attaccare la gente per il cibo e a mordere, diffondendo malattie”, hanno spiegato le autorita’, citate dalla Nuova Cina. Lungo le strade sono allineati sacchi o teli di plastica con i corpi dei morti, mentre le squadre di soccorso scavano grandi fosse per le sepolture e i crematori lavorano senza sosta. I soccorsi sono ostacolati, oltre che dal maltempo, dalle continue scosse di assestamento, alcune molto forti come quella di 6,0 Richter che ieri ha fatto tre morti e oltre 1.000 feriti. Oggi un funzionario del ministero dei Trasporti citato da Nuova Cina ha detto che nei giorni scorsi piu’ di 200 persone impegnate a riparare strade nel Sichuan sono morte sommerse da colate di fango. Il governo ha fatto oggi una prima stima dei danni. Il viceministro all’ industria Xi Guohua li ha quantificati in circa 67 miliardi di yuan, circa 6,16 miliardi di euro, nel solo Sichuan, equivalente allo 0,27% del Pil cinese. Il governo ha creato un fondo di 5,8 milioni di yuan per i soccorsi, mentre nel Paese continua la gara di solidarieta’. Secodno il ministero degli Affari civili, sono stati raccolti finora fra aiuti interni e dall’estero piu’ di 10,8 miliardi di yuan, circa 900 milioni di euro. Anche aziende occidentali e soprattutto francesi – in particolare la catena di supermercati Carrefour – che fino a poco fa erano oggetto di violenti attacchi e campagne di boicottaggio, per presunti legami o simpatie con l’irredentismo tibetano, stanno recuperando il terreno perduto nel cuore dei cinesi piu’ nazionalisti,che di fronte alle immagini del cataclisma del Sichuan sembrano disposti a scordare quelle della fiaccola olimpica assaltata a Londra e a Parigi. (ANSA-AFP-REUTERS)
