a cura di Redazione MeteoWeb
I fenomeni, durati quattro ore, hanno causato la chiusura, all’alba dell’aeroporto di Catania: il quarto scalo per volume di traffico d’Italia e il primo nel Meridion e’ rimasto bloccato per l’intera giornata e riaprira’ domani, se nella notte l’Etna non decidera’ di farsi ’risentire’.
L’attivita’ stromboliana sull’Etna e’ stata accompagnata da un innalzamento del tremore dei condotti vulcanici interni, che sono rientrati nella norma all’alba. Dal ’pit crater’ del vulcano attivo piu’ alto d’Europa c’e’ stata anche la fuoriuscita di una colata, scarsamente alimentata, che si e’ diretta nella desertica Valle del Bove.
Per gli esperti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania i fenomeni rientrano nella normale attivita’ dell’Etna. Se l’eruzione e’ uno stato uno spettacolo senza danni sul vulcano, gli effetti indiretti si sono visti e vissuti a valle con l’aeroporto di Catania bloccato tutta la giornata per la presenza di cenere lavica sulla pista che ha portato alla cancellazione di 160 voli, 80 in arrivo e altrettanti in partenza. Nonostante l’inteso lavoro degli ’spazzatori’ il vento ha continuato a trasportare il pulviscolo sullo scalo rendendo insicuri atterraggio e decollo degli aerei. Per questo dopo avere preannunciato una riapertura in giornata, l’unita’ di crisi ha deciso di rinviare la ripresa dell’operativita’ dello scalo a domani mattina, dopo un sopralluogo sul posto prima dell’alba.
Difficolta’ ci potrebbero essere per la nona tappa del Giro d’Italia di ciclismo, Messina-Etna, in programma domenica prossima, per la presenza di polvere vulcanica sul percorso: attualmente sui tornanti del vulcano c’e’ uno strato di due centimetri di cenere e di piccole pietre nere.
’’La tappa non e’ a rischio – assicura il direttore del Giro, Angelo Zomegnan – il tratto interessato sono solo gli ultimi quattro chilometri. Ma sul posto sono gia’ al lavoro squadre locali, che stanno ripulendo la strada. Siamo tranquilli’’. Tutto e’ legato all’umore di ’Iddu’ (lui), come i catanesi chiamano l’Etna in dialetto, che nella sua attivita’ eruttiva e’ sempre piu’ imprevedibile.
