Forte sisma nella Spagna sud-orientale, un evento che non si verificava da oltre 500 anni. Possibile che la placca europea inizia a scorrere sotto quella africana ?

a cura di Daniele Ingemi

Lorca è una piccola e tranquilla cittadina della Spagna sud-orientale che conta poco più di 90 mila abitanti e si trova nella regione di Murcia.

Nel pomeriggio di ieri proprio la Murcia è stata colpita da due scosse di terremoto molto ravvicinate fra loro, di magnitudo 4.5 e 5.3. La seconda, più violenta, è risultata anche la più distruttiva.
L’epicentro della scossa principale, quella di 5.3 Richter, si è registrato proprio a ridosso della cittadina collinare di Lorca, posta a oltre 390 metri sopra il livello del mare.
Proprio qui la scossa ha provocato diversi crolli in molte case e la distruzione di alcuni edifici e automobili a seguito del forte scuotimento del terreno.
Secondo i primi calcoli elaborati dagli istituti geologi spagnolo e americano (USGS) la profondità epicentrale è stata stimata attorno i 14 chilometri, quindi un terremoto molto superficiale.
Ciò ha comportato i notevoli danni alle case e a gran parte degli edifici di Lorca, e dei paesi limitrofi, che hanno subito pesanti lesioni interne e cedimenti di pareti e muri.
Subito dopo la scossa principale, che si è verificata alle 18:47 ora locale, nel paese di Lorca si è registrata una situazione di caos e panico, con gli abitanti scesi di corsa nelle strade per paura di nuove scosse.
Le autorità iberiche hanno deciso lo sgombero dell’ospedale locale che avrebbe sofferto dei danni strutturali.

In molti hanno lasciato le abitazioni, quasi tutte danneggiate, per trascorrere la notte in strada, in accampamenti di fortuna.

Le immagini provenienti dalla cittadina murciana mostrano uno scenario come dopo un bombardamento aereo, con diversi palazzi parzialmente crollati e decine e decine di carcasse di auto schiacciate da mattoni e calcinacci.
Purtroppo, oltre ai danni cagionati dal forte sisma, si contano almeno una decina di vittime accertate, fra queste si sa che almeno tre sono decedute in seguito al crollo di un grosso cornicione.
Fra le vittime risulta pure un bambino di 13 anni.
La protezione civile spagnola nel frattempo ha avvertito gli altri 90.000 abitanti di Lorca di non tornare in casa e di allontanarsi dagli edifici danneggiati, rimanendo all’esterno in aree all’aperto.
Il presidente spagnolo, Josè Luis Zapatero, ha subito ordinato l’intervento dell’esercito in aiuto alla popolazione locale di Lorca inviando l’unità militare per le emergenze (UME).

Il terremoto ha prodotto un forte scuotimento che ha provocato alcune frane, anche di grosse dimensioni, che hanno interrotto la circolazione in alcune strade della provincia.
Tuttora diversi paesi e centri abitati situati nelle montagne più interne sono irraggiungibili proprio per gli smottamenti originati dall’evento tellurico che ha scosso l’intera Spagna sud-orientale.
La scossa sismica infatti è stata distintamente avvertita anche nella città di Cartagena e in Andalucia, a Granada, Malaga e a Siviglia.
Bisogna dire che anche stavolta l’assenza di costruzioni realizzate rispettando i rigidi criteri antisismici ha causato molti più danni e vittime del previsto rispetto a un terremoto che possiamo definire intenso, ma non di certo catastrofico o particolarmente forte.
Quasi quotidianamente nel pianeta si registrano scosse sismiche di gran lunga più potenti del 5.3 Richter che ha danneggiato Lorca nel giro di pochi interminabili secondi.

Considerazioni sul terremoto di Lorca

Il terremoto che nel pomeriggio di ieri ha portato lutti e distruzioni nella cittadina murciana di Lorca ha spiazzato un pò pure gli stessi sismologi iberici, e non solo.
In realtà la regione della Murcia, proprio dove sorge Lorca, è ritenuta da sempre come una delle aree a maggior rischio sismico di tutta la Spagna e del settore occidentale del mar Mediterraneo.
Anche se tra il Marocco e l’Atlante algerino si possono generare sismi di più alto potenziale, ancora più distruttivi, sopra i 5.5 – 6.0 Richter.
Il sud-est della Spagna, in particolare la zona della regione di Murcia, è area sismica in cui si verificano “abitualmente” delle scosse di terremoto, ma non dell’ampiezza delle due avvenute ieri pomeriggio, come spiegato dagli esperti dell’Istituto Geografico Nazionale (Ing) di Madrid.
Nell’area tra l’Andalucia e la Murcia c’è una sismicità in genere moderata, ma nel passato si sono verificati terremoti particolarmente energetici, ma con epicentri molto più profondi (quindi meno distruttivi) a dispetto del sisma di Lorca, un pò troppo superficiale (evento anomalo per la zona).
E’ proprio questo fattore a spiazzare gli studiosi.

Ora dopo la tragedia bisogna studiare e capire meglio cosa sia avvenuto e se le scosse di ieri, come ripetuto ieri da fonti dell’istituto geologico iberico, sono solo premonitori per un evento tellurico di alta magnitudo che potrebbe verificarsi nelle prossime settimane (ci auguriamo di no).
L’origine della consistente sismicità dell’Andalucia e della Murcia è da attribuire, un pò come da noi in Italia, al continuo scontro fra la placca africana che sale da sud e quella europea, che proviene da nord.
Lungo i margini delle placche continentali, in questo caso quella africana ed europea, si sviluppano delle grandi fratture in seno alla crosta terrestre, ossia le faglie, che sono all’origine dei terremoti che periodicamente interessano queste regioni di “confine” fra le placche.
In poche parole fra la Murcia e l’Andalucia scorrono tante faglie attive che periodicamente si preparano a sfornare nuovi “cicli sismici”, con terremoti di medio-alto potenziale, che hanno tempi di ritorno anche di parecchie centinaia di anni.

La stessa Ramon Aragon Rueda, capo della delegazione del servizio geologico spagnolo, ci spiega che “l’alto potenziale sismico della Murcia è dato dalla presenza di molte faglie attive. Lo stesso elevato rischio interessa il territorio che include Granada, Almeria e la provincia meridionale di Alicante”.
Intanto una cosa certa è che in quella zona, vicino Lorca, non si vedeva un terremoto di tale intensità e cosi superficiale da almeno 500 anni, come riportano i documenti storici della regione di Murcia.

Tutte da valutare le ipotesi secondo cui la placca tettonica europea potrebbe aver cominciato a scorrere sotto quella africana.
Secondo uno studio molto recente, in fase di ultimazione, la scorrimento della placca africana sotto quella europea potrebbe aver creato una nuova zona di “Subduzione” che determinerebbe un maggior rischio di terremoti nel Mediterraneo occidentale e naturalmente anche nel nostro paese, in particolare al sud e Sicilia.
Le zone di “Subduzione”, come quella del sud Pacifico di fronte le coste cilene, si creano quando, nella collisione tra due placche tettoniche, una comincia a scorrere sotto l’altra, sprofondando fin sotto al livello del mantello terrestre.
A volte sono collisioni graduali, ma spesso hanno accelerazioni improvvise che possono innescare grossi terremoti, in aree anche non ritenute ad alto rischio sismico, e poichè le zone di “Subduzione” si trovano di solito sotto il fondo marino, i sismi possono a loro volta scatenare tsunami come quello che di recente ha colpito il Giappone.