I terremoti si possono prevedere?

a cura di Fabio Porro

 

Dopo gli eventi sismici di questi giorni, ci si chiede ripetutamente, se esistono delle tecnologie affidabili, in grado di prevedere, dove e quando, si veriferà il prossimi evento sismico.

Purtroppo i terremoti possono essere previsti solo statisticamente: analizzando la storia sismica di una determinata zona è cioè possibile stimare la probabilità che si verifichi un terremoto entro un certo intervallo di tempo.
Geofisica e statistica possono delle indicazioni sulle zone maggiormente esposte al rischio sismico, ma nessuno è in grado di stabilire il momento esatto in cui questo si manifesterà.
I recenti terremoti che hanno colpito la Nuova Zelanda e il Giappone sono un esempio: nessuno poteva prevedere questi grandi cataclismi.
Si parla moloto di precursoni sismici, cosa sono?
I precursori sismici sono parametri chimici, fisici e geologici che subiscono dei cambiamenti prima di un terremoto.

Ad esempio:

  • Precursori geochimici: variazione della concentrazione di alcuni elementi chimici radioattivi, tra cui il radon, nelle acque sotterranee e nei gas al suolo.
  • Precursori geofisici: mutazioni nella velocità e nelle caratteristiche di alcuni specifici tipi di onde sismiche e delle caratteristiche elettromagnetiche delle rocce.
  • Precursori geodetici: cambiamenti nella posizione e nell’inclinazione di rocce e parti della superficie.
    – Precursori sismologici: sono i microterremoti rilevabili solo strumentalmente che si possono verificare prima di un grande evento sismico.
    Purtoppo questi “sensori” non hanno dato il risultato sperato. Da Focus.it
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