Islanda, eruzione Grimsvotn: impatto su aerei ancora da valutare

“E’ presto per parlare di un impatto della nube prodotta dal vulcano islandese sul traffico aereo”. Lo afferma Gelsomina Pappalardo, ricercatrice dell’Istituto di metodologie per l’analisi ambientale del Cnr, secondo la quale alcuni scali del nord Europa, come Londra, sono almeno in linea teorica piu’ a rischio.

“Per valutare conseguenze sulla circolazione aerea – sottolinea – bisognera’ vedere come continuera’ l’eruzione e esaminare l’impatto delle condizioni meteorologiche”. Pappalardo spiega che il limite di polveri in base ai quali e’ prevista la restrizione dei voli e’ di 4 milligrammi per metro cubo, “un valore che e’ stato innalzato essendo prima pari a zero e successivamente a 2 milligrammi, ma dovra’ essere ulteriormente aggiornato”. Partira’ infatti tra due mesi il primo progetto europeo per la ’messa a sistema’ delle informazioni (misure delle polveri da terra, da aereo, da satellite), coordinato da Airbus, con unico partner italiano, lo stesso Istituto del Cnr, che potrebbe stabilire dei nuovi limiti.

Al progetto partecipano anche alcuni dei piu’ importanti costruttori di motori aerei, come Rolls Royce, che faranno dei test per stabilire la ’tolleranza’ alle polveri. “E’ la prima volta – osserva Pappalardo – che comunita’ scientifica e aziende lavorano insieme per questo obiettivo”. Secondo la ricercatrice la nube, avendo toccato i 12 chilometri di quota, dovrebbe compiere grossi spostamenti”. “Il movimento delle polveri – spiega Pappalardo – dipende ovviamente dalle correnti, e piu’ le ceneri salgono di quota, meno risentono della circolazione locale e rispondono a quella globale, in particolare se superano gli 11-12 chilometri. Pappalardo ha concluso sottolineando che appena avuto notizia dell’eruzione e’ stato inviato “un messaggio di allerta alla rete Galion della World Meteorological Organization. Tutte le stazioni della rete, in ogni parte del globo – precisa – sono pronte a fare misurazioni”.