a cura di Redazione MeteoWeb

L’emergenza era costata a compagnie aeree e tour operator, ma anche ad altri settori dell’economia, tra gli 1,5 e i 2,5 miliardi di euro, solo per il blocco quasi totale del traffico aereo avvenuto nel continente fra il 15 e il 19 aprile (cifre fornite dal commissario europeo ai trasporti, Siim Kallas), senza contare quindi le decine e decine di voli cancellati a macchia di leopardo, in funzione della direzione dei venti, nei giorni successivi. Per oltre un mese dalla meta’ di aprile infatti il vulcano situato sotto il ghiacciaio Eyjafjallajoekull da cui prende il nome, 120 chilometri a sud-est di Reykjavik, aveva oscurato con la sua cenere densa i cieli d’Europa, in particolare dei Paesi del nord, ma anche, in alcuni giorni, gli scali meridionali di Trapani o addirittura di Casablanca.
Ministri e premier di tutto il mondo erano stati costretti ad annullare i loro impegni. O come era accaduto ad Angela Merkel, a prendere anche un torpedone per fare fronte alla loto fitta agenda. Il viaggio di ritorno della cancelliera tedesca da San Francisco era durato un totale di 60 ore, e aveva assunto carattere epico: il pulman della delegazione che accompagnava Merkel da Roma a Bolzano (la cancelliera era in realta’ a bordo di una limousine che lo precedeva) si era bucato un pneumatico. Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, aveva annullato una visita in Finlandia, era stata rinviata una riunione UE/Fondo monetario internazionale ad Atene per discutere del piano di salvataggio della Grecia, cosi’ come il vertice Pakistan Ue a Bruxelles.
Numerose delegazioni di Paesi avevano cancellato la loro presenza ai funerali del presidente polacco Lech Kaczynski, e della moglie Maria (fra loro il premier spagnolo Luis Zapatero, gli inviati di India, Giappone, Corea del Sud, Messico, Nuova Zelanda e Pakistan). Artisti e ’celebrities’, top manager avevano speso cifre folli di taxi, per lunghissimi tragitti da capitale a capitale. L’attore John Cheese, 3.800 euro per arrivare a Bruxelles da Oslo in taxi. La tratta fra Vienna e Bruxelles, era arrivata a costare duemila euro. I treni in tutto il continente erano stati presi d’assalto. E la Marina britannica aveva messo a disposizione alcune delle sue unita’ per riportare in patria britannici bloccati oltre Manica. (Adnkronos)
