a cura di Redazione MeteoWeb
Nella scorsa notte, infatti, ben 6 scosse si sono succedute nel giro di 70 minuti tra le 03:44 e le 04:54 e hanno avuto magnitudo variabile tra i 2.7 e i 3.2 gradi di magnitudo della scala Richter. L’epicentro delle scosse è stato localizzato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia a una profondità di oltre 20 chilometri sotto i centri abitati di Bronte, Maletto e Randazzo.
L’Ingv ha registrato questa mattina alle 7.20 anche un altro terremoto nella Sicilia centrale, tra i Comuni di Aidone e Valguarnera, in provincia di Enna, con magnitudo 2.8.
Sono più di 200 le scosse sismiche registrate sull’Etna negli ultimi 7 giorni, localizzate quasi tutte nel versante nord-occidentale del vulcano.
Il terremoto principale si è verificato venerdì 6 maggio alle 17:12 con una magnitudo di 4.0 gradi della scala richter.
Il maggior numero di scosse, circa un centinaio, si è avuto giorno 5.
La stessa area è stata interessata nel recente passato (dicembre 2009, luglio 2010) da attività sismica con caratteristiche analoghe, riconducibile alla dinamica crostale nel settore di catena a nord dell’Etna.
Inoltre, in contemporanea, è stata registrata una nuova attività stromboliana al Cratere di Sud-Est. Quattro settimane dopo l’ultimo episodio parossistico, il cratere a pozzo ubicato sul fianco orientale del cono del Cratere di Sud-Est, infatti, è nuovamente sede di una debole e discontinua attività stromboliana. Tale attività ha avuto inizio nella mattinata dell’8 maggio 2011, producendo boati udibili fino a diversi chilometri di distanza, come la zona dei Monti Sartorius (fianco nord-orientale) e l’abitato di Zafferana Etnea. Dopo il tramonto si sono osservate esplosioni stromboliane ad intervalli di 3-10 minuti, che hanno lanciato bombe incandescenti fino a qualche decina di metri sopra l’orlo del cratere. Durante la notte alcune esplosioni hanno lanciato delle bombe oltre l’orlo craterico, fino alla base del cono che si è formato intorno al cratere a pozzo durante i parossismi recenti.
