A cura di redazione Meteoweb
’’Si sta chiudendo l’era della navetta che, grazie alla sua potenza, e’ stata in grado di trasportare uomini, esperimenti e carichi importanti. Lo shuttle – ha osservato – ha viaggiato tantissimo per la realizzazione della Stazione Spaziale Internazionale, ma ha anche realizzato imprese importantissime, come quelle che hanno permesso di mettere in orbita e di curare la manutenzione del telescopio spaziale Hubble’’. Lo shuttle e’ la macchina piu’ complessa mai costruita, dalla tecnologia estremamente sofisticata, e nello stesso cosi’ robusta da trasportare carichi enormi.
Straordinari sono pero’ anche i suoi costi, non piu’ sostenibili alla luce della crisi attuale. ’’Si sta tornando alla filosofia degli inizi, che separava il trasporto dei carichi utili da quello degli equipaggi umani, con lanciatori capaci di portare carichi da 100 tonnellate nell’orbita bassa e lanciatori piu’ piccoli e molto affidabili per portare in orbite capsule con uomini a bordo’’. Si torna, insomma, ’’alla filosofia precedente, che non e’ detto consenta la stessa flessibilita’ di impiego dello shuttle’’. Indubbiamente, secondo Saggese, ’’chiudiamo l’era dello shuttle con qualche rimpianto per la flessibilita’’’. Guardando al futuro, per il presidente dell’Asi ’’si dovra’ pensare a lanciatori importanti’’ e a sviluppare sistemi di propulsione radicalmente nuovi. ’’Si sta pensando a sistemi di propulsione al plasma’’, nei quali il plasma prodotto da generatori atomici viene espulso a temperature altissime e a velocita’ molto elevate.
’’Grazie a tecnologie come questa i tempi di viaggio nello spazio potrebbero essere ridotti di un fattore 5’’. Una missione su Marte, per esempio, potrebbe diventare realistica e richiedere alcuni mesi anziche’ piu’ di due anni. Produrre il plasma necessario a questo genere di propulsione, ha detto ancora Saggese, ’’richiede un’energia elevatissima, impossibile da ottenere con l’ausilio dei pannelli solari: serviranno motori atomici’’. Si comincia intanto a pensare anche al futuro della Stazione Spaziale: ’’e’ molto probabile che la sua vita operativa venga prolungata fino al 2028, ma per quella data la stazione orbitale avra’ 30 anni e comincera’ a invecchiare, anche curandone la manutenzione diventera’ sempre piu’ difficile gestirla. Percio’ – ha rilevato – dobbiamo assolutamente pensare ad una nuova stazione spaziale’’. Di questo le agenzie spaziali di tutto il mondo discuteranno a Lucca il prossimo 10 novembre. ’’Tarda pero’ a manifestarsi la strategia degli Stati Uniti e senza di essa – ha concluso Saggese – e’ difficile concentrare le risorse e definire i ruoli’’. (ANSA)
