La leggenda della vite, da pianta ornamentale a produttrice di un frutto straordinario

Si narra che in un tempo remoto la vite era una semplice pianta ornamentale. Venne la primavera e il contadino decise di tagliarla. Detto fatto: il contadino la potò così energicamente che della verde pianta non rimasero che pochi rami nudi e corti.
La vite pianse e un usignolo ebbe pietà di lei: “Non piangere – disse – io canterò per te e le stelle si muoveranno a compassione”.
Volò sui poveri rami tronchi e, giunta la notte, cantò tanto dolcemente che la vite si sentì la vita rinascere.

Anche le stelle si commossero e fecero discendere un pò della loro forza sulla povera pianta mutilata.
Allora la vite si sentì scorrere in sangue linfa nuova; i suoi nodi si gonfiarono, le sue gemme si aprirono. I primi pàmpini verdi fremettero alla brezza e tenui riccioli verdi, i viticci, si allungarono.
La vite era diventata una pianta fruttifera, e che pianta!
Il suo frutto possedeva la forza delle stelle, la dolcezza del canto dell’usignolo, la luminosa letizia delle notti estive.