Nasce Plato, il satellite con 34 telescopi che cercherà la vita sugli altri pianeti. Il mega telescopio è stato progettato dalla Università e dall’Osservatorio astronomico di Padova e sarà in orbita nel 2018 e cercherà tracce di vita sugli altri pianeti.
Il satellite a 34 ‘occhi’ è stato progettato da un team di ricercatori del Dipartimento di Astronomia dell’Università di Padova, in collaborazione con i colleghi degli Osservatori Astronomici e Astrofisici di Padova, Brera e Catania. Il prototipo di Plato, acronimo di Planetary Transits and stellar Oscillations, è stato realizzato in un mese ed è dotato di sei lenti disegnate dall’Osservatorio padovano ed è il primo dei 34 telescopi di cui sarà dotato il satellite da lanciare in orbita nelò 2018.
Una volta raggiunta la sua orbita ‘Plato’ scatterà ogni 30 secondi immagini in grado di cogliere nell’istante tutti i pianeti in transito davanti a una delle stelle sotto controllo. L’obiettivo del maxi telescopio è, infatti, proprio quella di cercare i pianeti con la tecnica dei transiti, capire come sono fatti i pianeti e successivamente studiarne l’atmosfera e verificare se possono ospitare forme di vita.
Plato, una volta in orbita, sorveglierà un milione di stelle per sei anni.Il progetto è internazionale e coinvolge, oltre all’Italia, enti di ricerca e università di Spagna, Francia, Inghilterra, Germania e Svizzera. A ottobre l’Esa, che ha selezionato ‘Plato’, deciderà quali satelliti finanziare. Quello padovano costa 800 milioni di euro, oltre due terzi a carico dell’Agenzia spaziale europea il resto ripartito tra i paesi del Consorzio Plato.
