
“Le telecamere digitali ci hanno aiutato a catturare in sequenza le immagini al fine di studiare le abitudini di questi animali molto particolari. Quello che abbiamo visto quest’anno e’ la prova che il gruppo di leopardi sorvegliati tende a crescere“, spiega Sergej Aramilev, coordinatore del programma specie del Wwf Russia di Amur Branch. Il leopardo di Amur si trova oggi solo in una frazione del sua area d’origine, che prima si estendeva in tutta la provincia della Cina nord-orientale di Jilin e Heilongjiang, e nella penisola coreana. In Russia, circa l’80% di questa specie e’ scomparsa tra il 1970 e il 1983. Tra le cause principali, il taglio illegale degli alberi, gli incendi boschivi e la conversione dei terreni per l’agricoltura. Il leopardo di Amur – conosciuto anche come il leopardo dell’Estremo-Oriente, leopardo della Corea e leopardo della Manciuria – e’ anche stato duramente colpito dal bracconaggio a causa del suo morbido manto maculato. Nel dicembre 2010, Sergei Ivanov, vice primo ministro russo, ha annunciato l’istituzione di un nuovo parco nazionale e l’intensificazione dei programmi di conservazione per preservare i leopardi e che il governo avrebbe preso misure urgenti per proteggere le specie in pericolo critico, compresa la creazione di un nuovo parco nazionale: la “Terra del Leopardo“, il progetto di nuova area protetta basato sull’unione della riserva naturale Kedrovaya Pad con il vicino rifugio della fauna selvatica Leopardovy in Russia. “Anche i primi passi verso l’istituzione della Terra del Leopardo in parco nazionale stanno avendo risultati positivi. Il fatto di essere passati da 7 a 12 esemplari nel territorio monitorato dimostra che la creazione di un’area protetta oltre confine sia l’idea migliore“, spiega Yury Darman, direttore della filiale Amur del Wwf Russia.
