Cile: il Puyehue continua a eruttare, danni e disagi in tutto il Sud America

Non si ferma, da mesi ormai, l’eruzione del vulcano Puyehue-Cordon Caulle, nel centro del Cine, a due passi dal confine con l’Argentina. Dalla bocca del vulcano, quotidianamente, continuano a fuoriuscire tonnellate di cenere lavica che vanno a finire su gran parte del Sud America, provocando danni e gravi disagi alla popolazione.
Gli operatori turisatici della Patagona hanno già riscontrato circa 20 milioni di dollari di danni per le prenotazioni turistiche annullate.

A Bariloche, dopo un mese di ritardo, la stazione sciistica del Cerro Catedral finalmente ha potuto aprire i battenti una decina di giorni fa, ma ogni giorno capire se skilift e seggiovie possono entrare in funzione è un’incognita legata alle condizioni del vulcano e al vento che rischia di portare la cenere sugli impianti, fermandoli. L’aeroporto della località turistica rimane chiuso, e i funzionari del turismo utilizzano voli charter e autobus per portare i turisti dagli altri aeroporti. Perdite per l’economia della città sono già stimati in circa 150 milioni di dollari.

Le vendite al dettaglio in tutta la Patagonia sono diminuite del 49,3% nella prima metà di luglio rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Il presidente argentino Cristina Fernández ha dichiarato lo stato di emergenza in Patagonia, fornendo incentivi economici alle aziende legate al turismo.

La cenere del vulcano, inoltre, sta ancora compromettendo la regolarità del traffico aereo: anche lo scalo principale di Buenos Aires ha dovuto  annullare nelle scorse ore diverse decine di voli. Ritardi anche a Montevideo e Brasilia: i problemi, a catena, si ripercuotono su tutto il Sud America, anche se non è escluso che la cenere possa tornare a spingersi fin su Australie e Nuova Zelanda nei prossimi giorni, a causa di un ritorno di forti venti orientali.