Continua il freddo in SudAmerica, in Patagonia è arrivata la neve

Come avevamo annunciato nei precedenti editoriali buona parte del sud-america nei giorni scorsi è stato interessato da una intensa avvezione di aria fredda proveniente dai mari sub-antartici.

L’irrompere di sostenuti e freddi venti dai quadranti meridionali, in genere da sud-ovest, ha spalancato le porte al primo vero freddo di stagione fra Argentina, Paraguay e Brasile meridionale.

L’onda polare che da giorni investe gran parte degli stati più meridionali dell’America latina è stata sfornata dalla congeniale configurazione barica che si è venuta a realizzare sul continente sud-americano durante lo scorso fine settimana.

La presenza di un robusto promontorio anticiclonico di blocco sul Pacifico meridionale, posizionato con massimi barici di oltre i 1035 hpa davanti le coste del Cile meridionale, ha permesso di convogliare masse d’aria molto fredde e umide che dai mari sub-antartici si sono dirette verso l’Argentina.

Al contempo, una profonda circolazione depressionaria a carattere freddo, posizionata a largo delle coste dell’Uruguay, sull’Atlantico meridionale, ha costretto le masse d’aria fredde a risalire ulteriormente di latitudine, in direzione della regione del Chaco e del Brasile meridionale, sotto la spinta di intensi venti, in genere dai quadranti sud-occidentali.

La risalita dell’impulso freddo antartico dalle latitudini meridionali, oltre a produrre un sostanziale calo delle temperature, con estese gelate sino alle pianure, fra nord dell’Argentina e il Paraguay, ha dato origine pure a suggestive nevicate che hanno dipinto di bianco diverse aree della Patagonia e non solo.

In alcune zone, come nel settore più meridionale della provincia di Buenos Aires, durante il passaggio del fronte freddo si sono registrati veri e propri rovesci nevosi che hanno lasciato accumuli di oltre i 5-10 cm, ammantando tutto di bianco.

Diverse località, fra cui Stroeder e Carmen de Patagones, si sono ben imbiancate dopo l’avvento di nevicate sparse di debole o moderata intensità.

La neve durante la scorsa settimana ha lasciato degli accumuli nelle note località turistiche argentine di Los Pocitos e Bahia San Blas che si sono vestite di bianco per l’occasione.

Ma autentiche bufere di neve e vento si sono abbattute lungo la dorsale andina meridionale dove la neve è caduta incessante per diverse ore, creando notevoli disagi alla circolazione stradale sui principali valichi di confine con il Cile. Alcuni dei più importanti valichi, come quello del Cristo Redentore, sono stati chiusi per l’eccessivo accumulo di neve. Ciò ha causato notevoli problemi agli automobilisti diretti in Argentina che sono rimasti bloccati per ore sotto la tormenta, con file di auto e camion chilometriche.

Da segnalare come in alcune località argentine, come a Bariloche, la neve è caduta assieme alla cenere vulcanica sprigionata dall’eruzione del vulcano cileno Puyehu, tanto da assumere un inaspettato colore nero.

Il freddo dovrebbe persistere anche per i prossimi giorni anche se l’avanzata del promontorio anticiclonico sul Pacifico meridionale verso l’Argentina provocherà un netto miglioramento del tempo, garantendo condizioni di cielo sereno o poco nuvoloso su buona parte dell’Argentina. I cieli sereni e la scarsa ventilazione dovrebbero assicurare temperature minime ancora molto basse su vaste aree dell’Argentina.

Mentre tra l’Argentina prosegue il freddo di questi giorni in diversi stati del Brasile, specie nella parte centro-settentrionale, si sta facendo i conti con una grossa ondata di caldo, con i termometri pronti a sfondare persino la soglia dei +36° +37°.

Lo scorso mercoledi 29 Giugno la città di Conceicao do Araguia ha archiviato una temperatura max di ben +37.3°, il massimo dell’emisfero sud per questo mese di giugno. Anche nel sud la città di Sao Paulo ha registrato minime da piena estate sui +17° +18°, mentre nell’interno della provincia di Sao Paulo si sono raggiunti picchi di +33°.