L’eccezionale nevicata che ha colpito il Cile, la più forte degli ultimi trent’anni, ”rientra tra i fenomeni estremi legati ai cambiamenti climatici” secondo il parere del climatologo dell’Enea Vincenzo Ferrara, direttore della rivista Eai, che ha commentato l’evento sud Americano in una dichiarazione all’Ansa, spiegando che ”questi eventi estremi sono visibili essendo il Pianeta in una fase di transizione a livello meteorologico, dopo la cessazione del fenomeno della Niña”. Infatti, precisa Ferrara, ”la Niña ha portato con sè da una parte il raffreddamento dell’Oceano Pacifico intertropicale, dal lato del Sud America, con la formazione di una zona di alta pressione e relativa siccità, dall’altro il riscaldamento dell’Oceano in Australia e nel sud est asiatico, con la creazione di instabilità connettiva e la formazione di perturbazioni”.
Questo fenomeno, sottolinea il climatologo, ”bloccava gli eventi meteorologici estremi provocati dai cambiamenti climatici, e ora che si e’ in una fase di transizione, con condizioni di normalità in Sud America, i fenomeni provocati dal riscaldamento globale tornano ad essere evidenti”. Quanto all’Europa, Ferrara osserva che sarà un agosto più fresco del normale per una costante spinta Atlantica. Ma il vecchio continente si spaccherà in due: continuerà a fare più fresco in Europa occidentale, più caldo in Europa orientale, sulla falsariga degli ultimi due mesi.
