Intervista a Giampaolo Giuliani: “i terremoti sono prevedibili, bisogna finanziare le ricerche sui precursori sismici”

Quella di Giampaolo Giuliani è una delle figure più intriganti e discusse del panorama scientifico e mediatico mondiale, soprattutto dopo le note previsioni relative al terremoto dell’Abruzzo del 6 aprile 2009.

Giuliani ha dedicato gran parte della sua vita alla ricerca e all’analisi delle correlazioni tra le variazioni di emissioni di gas radon dal sottosuolo e i processi di deformazione entro le rocce, lavoro che ha svolto presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso da tecnico dell’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario.
Che il gas radon sia particolarmente legato ai fenomeni sismici è testimoniato anche dalle ricerche che documentano alcune modifiche nel Dna degli abitanti dello Stretto di Messina dopo il tremendo sisma del 1908.
Nel 2000, dopo un forte terremoto che colpisce la Turchia nel 1999, Giuliani realizza un rilevatore di sua invenzione con il quale continua a monitorare le possibili correlazioni tra il rilascio di radon dalla crosta terrestre e il verificarsi di terremoti.
Tra 29 e 30 ottobre del 2002, Giuliani misura valori eccezionalmente alti e anomali, e allertò l’assessore abruzzese alla Protezione Civile dell’imminenza di un forte sisma. Non fu in grado di fornire indicazioni precise sul luogo in cui tale scossa si sarebbe verificata, perché con un unico rivelatore è possibile individuare un evento solo entro il raggio di azione dello strumento. Il 31 ottobre un terremoto di magnitudo 5.4 colpisce il Molise con epicentro a San Giuliano di Puglia, causando 30 morti.

A partire dal 2004, Giuliani, indipendentemente dalla scienza ufficiale e dai geofisici di tutto il mondo, realizza un completo sistema di monitoraggio collaudato dal Dipartimento di Ingegneria delle strutture, delle acque e del terreno (Disat) dell’Università dell’Aquila.

Giuliani è convinto che il suo sistema di rivelatori-analizzatori di radon, veri e propri precursori sismici, sia in grado di percepire l’energia che si addensa su una faglia e di prevedere con un buon margine di approssimazione l’epicentro del terremoto circa 6-24 ore prima che si verifichi. E l’episodio di L’Aquila è molto più recente.

Ma allora chi è davvero questo Giuliani? E perchè in molti lo criticano? Siamo di fronte a un ‘Galileo Galilei’ dei giorni nostri, o – come pensa qualcuno – a un ciarlatano nei cui studi “è difficile trovare qualcosa di buono”, come ha detto di recente Warner Marzocchi dell’Ingv?

Con l’intento di dare spazio al suo punto di vista, abbiamo deciso di intervistarlo incuriositi e affascinati dai suoi studi e dai suoi strumenti.

In tanti, specie nella comunità scientifica, si affrettano sempre a specificare che i terremoti non sono prevedibili: è d’accordo o la pensa diversamente?

La penso diversamente. Qualsiasi fenomeno dell’Universo ha una causa che lo produce. Studio a fondo la causa e prevedo il fenomeno. Chi ha impedito negli ultimi 30 anni in Italia che fossero finanziate ricerche sui precursori sismici, ha giustificato sempre tale scelta affermando erroneamente che mai sarebbe stato possibile prevedere i terremoti. E’ un falso scientifico! Oggi ne paghiamo le conseguenze. In altri stati queste ricerche sono state finanziate e quei popoli oggi posseggono una cultura  spaventosamente avanti rispetto alla nostra (lo hanno mostrato le immagini del forte terremoto giapponese). Un secolo fa sarebbe stato giustificato l’uomo che avesse ritenuto impossibile prevedere un terremoto o anche pensare che potesse essere una maledizione divina. Viviamo l’epoca più tecnologica che l’umanità abbia, forse, mai vissuto. Possediamo strumenti che ci permettono di vedere cose che non avremmo potuto neanche sognare di poter vedere. Satelliti, robot, computers, processori in grado di eseguire 100 miliardi di operazioni al secondo, schiere di ricercatori tra i più preparati al mondo costretti ad abbandonare l’Italia, per studiare ciò che qui è vietato studiare, e quindi non si può dire che i precursori sismici non hanno ancora dato affidabilità certa. Mentiremmo davanti a Dio e davanti agli uomini“.

L’Italia è un Paese ad alto rischio terremoti e tsunami. Quali sono le possibili soluzioni?

L’Italia è tra i primi 5 o 6 paesi al mondo a grande rischio sismico e tsunami. Questo era noto anche ai nostri antenati. Dagli anni ’60 in Italia si sarebbe dovuto sviluppare un programma di prevenzione sismica, che oggi vedrebbe almeno l’80% della popolazione e delle strutture in sicurezza. Nello stesso periodo, altri paesi hanno realizzato quel progetto di prevenzione, come Giappone, USA, Nuova Zelanda ed altri stati del Sud America, investendo somme, apparentemente a fondo perduto, per salvare il maggior numero di vite umane in caso di accadimenti come quelli che dal 2009 ad oggi stanno interessando la Terra e il nostro territorio. Bisogna recuperare tutto il tempo perduto negli ultimi 30 anni. Fornire alla popolazione quella cultura sulle calamità naturali che permetta di salvare più vite umane, di quanto sia mai stato fatto fino ad oggi. Rivedere i metodi di costruzione delle abitazioni, urbanizzazioni e strutture pubbliche, quelli attuali sono completamente sbagliati e pericolosi. Investire per salvare il nostro patrimonio artistico-culturale, che rischia di essere perduto per sempre . Rivedere l’assegnazione di posti di potere, per chi deve attendere alla vita dei cittadini, quello fino ad oggi adottato ha prodotto troppe vittime, arricchito incompetenti e favorito solo i raccomandati degli incompetenti“.

Nel Tirreno ci sono grossi vulcani sottomarini come il Marsili e il Vavilov. Potrebbero determinare tsunami?

Se dovessero risvegliarsi e rientrare in attività, osserveremmo un incremento di questi fenomeni su di una buona parte dei nostri 9000 km di coste. Allora forse si deciderà di prendere le dovute precauzioni. Sistemi di allarme che avremmo dovuto già possedere, così come ne esistono lungo le coste giapponesi, americane, australiane etc. Ai nostri connazionali mai nessuno ha detto che un forte terremoto, di fronte le coste italiane, può produrre lo stesso disastro prodotto in Giappone. Quanti cittadini costieri italiani, secondo lei, sanno che in caso di forte evento in mare, non bisogna fuggire verso le spiagge, bensì verso le parti più alte dei centri urbanizzati costieri? In prossimità della costa tirrenica sono presenti diversi vulcani sommersi: il Marsili, uno dei vulcani più grandi d’Europa. Il Vavilov, che prende il nome dal suo scopritore, il russo Nicolai Ivanovich Vavilov. Il Magnaghi, il Palinuro ed altri ancora di cui non si hanno informazioni particolareggiate ma di cui se ne conosce l’esistenza. Certo che potrebbero determinare tsunami! Ma le risulta che sia mai stata presa in considerazione la benché minima prevenzione sugli uomini e sulle cose? Ha forse dimenticato? Messina-Reggio Calabria – 1908. Vittime 90.000“.

In questi giorni è in corso sui Nebrodi, nel Messinese, uno sciame sismico. Che ne pensa? E’ preoccupante?

Purtroppo non ho le mie macchine in Sicilia. Fare un’analisi attenta della situazione attuale è possibile solo attraverso gli eventi in corso. A quasi 15 giorni dall’inizio dello sciame sismico di Tortorici, Alcara Li Fusi ed i Monti Nebrodi, che ha prodotto fino ad oggi circa 260 eventi tra Ml: 1.3 e Ml: 4.2, sicuramente richiede da parte dei cittadini e degli organi di competenza, il massimo dell’attenzione. L’attenzione è d’obbligo, vista la particolare attività dinamica che osserviamo da circa 2 anni su tutto il pianeta. Se nelle prossime ore lo sciame siciliano si avvierà verso una fase di quiete, si potrà anche pensare di essere fuori da un periodo più delicato ma sempre senza mai abbassare la guardia“.

Che cosa ne pensa dell’inchiesta sulla Commissione Grandi Rischi di L’Aquila?

Gli uomini si appellano alla giustizia ogni volta in cui il sospetto o la prova evidente metta in luce un grave comportamento verso altri uomini, la cui dignità sia stata irrimediabilmente calpestata o che abbiano subito ingiustizie, lesioni ed il loro diritto alla vita profanato per interessi personali, responsabilità disattese da incompetenza, incapacità ed ignoranza. Dal 20 settembre prossimo a L’Aquila, ci sarà la prima udienza che per la prima volta al mondo mette sotto accusa l’operato di 7 scienziati. Lasciamo che la magistratura faccia il suo corso. Tra l’altro ci saranno altri giudizi importanti, primi fra tutti la natura e il domani. Non ultimo quello di uomini giusti. Giudici implacabili“.

Ma allora con chi stiamo parlando? Ciarlatano o genio incompreso?
Dopo queste attente riflessioni, a voi il responso …