L’Italia forma “esperti anti-calamtà” per l’America Latina

Una rete tra le universita’ italiane e quelle del centro America per formare esperti in prevenzione dei disastri ambientali: e’ il progetto realizzato dalla Cooperazione italiana, insieme all’universita’ di Palermo e all’Istituto di geoscienze e georisorse del Cnr di Pisa, grazie al quale un’ottantina di studenti di tre atenei dell’America centrale stanno per portare a termine un master d’eccellenza in “riduzione del rischio ambientale“, tematica molto sentita in una regione spesso vittima di uragani, terremoti e siccita’. L’iniziativa, coordinata dalla Cooperazione italiana in Guatemala e dal professor Giuseppe Giunta, docente di Geologia presso l’ateneo palermitano, e’ partita lo scorso aprile con l’obiettivo di rafforzare la capacita’ dei Paesi centroamericani di gestire i rischi legati a fenomeni naturali. Grazie a un finanziamento del ministero degli Esteri di un milione di euro, sono state messe a disposizione borse di studio per circa 80 studenti delle universita’ Usac di San Carlos de Guatemala, Ues di El Salvador e Unan del Nicaragua, che proprio in queste settimane si apprestano a concludere la tesi di laurea del master con l’assistenza di docenti e ricercatori italiani.

I giovani – che hanno seguito anche un periodo di corsi all’universita’ di Palermo e al Cnr di Pisa – verranno inseriti nelle istituzioni nazionali e internazionali che si occupano della previsione del rischio sismico, vulcanico e idrogeologico. Il programma, sottolineano fonti della Cooperazione, si inserisce in un piu’ vasto impegno dell’Italia a favore dell’America centrale, dove sono attive diverse iniziative a favore delle fasce vulnerabili della popolazione, affette da alti indici di denutrizione e colpite dalle devastazioni provocate dall’ultima stagione delle piogge. Solo in Guatelamala, severamente colpita da un’ondata di siccita’ nel 2009 e dall’uragano Agatha nel 2010, oltre 800mila persone sono sottoposte a rischio alimentare.