Nei giorni scorsi vi avevamo parlato dell’intensa quanto “temporanea” ondata di freddo che ha interessato diverse regioni al confine fra il nord dell’Argentina, il Brasile meridionale e il Paraguay.Al contempo, mentre le masse fredde di origine antartica lambivano questi territori, in molte altre parti dell’America latina si pativa una calura molto forte, fuori dai normali standard per il periodo invernale.La giusta combinazione tra un persistente regime anticiclonico, la presenza di aria molto secca a tutte le quote e la prevalenza di una “torrida” ventilazione dai quadranti settentrionali, che trasporta masse d’aria molto calde e asciutte dagli altopiani interni del Brasile centro-settentrionale verso sud, ha fatto il resto, favorendo un proseguo di questo insolito clima simil estivo nel cuore dell’inverno australe.L’intensa calura ormai insiste da settimane, tanto che in molti stati del Brasile centro-settentrionale, in particolare in quelli più interni, tra il Mato Grosso, il Mato Grosso do Sol e Goias.In alcune località durante la scorsa settimana si sono toccate punte sui +37° +38° all’ombra, per la stagione invernale si tratta di valori davvero eccezionali.Ma ormai l’anomalia termica positiva è divenuta cosi estesa da interessare pure gli stati che sorgono alle porte più meridionali del grande bacino pluviale dell’Amazzonia, come la Rondonia e l’Acre.
La città di Rio Branco, capitale dello stato dell’Acre, lo scorso lunedi 11 Luglio ha stabilito una temperatura massima assoluta di ben +36.1°, seguita a ruota da Cuiaba che non è riuscita ad andare oltre i +35.0°.Molto caldo anche nella città di Teresina, capitale dello stato brasiliano del Piauí, nel nord-est del paese, che da settimane colleziona temperature massime sopra la soglia dei +33° +34°.Il caldo qui viene reso molto soffocante dagli alti tassi di umidità relativa che vengono portati dalla debole ma costante ventilazione sud-orientale che proviene dall’Atlantico tropicale meridionale.
Ma il gran caldo che sta interessando molti stati del Brasile centro-settentrionale non ha risparmiato neppure il Paraguay, dove in alcune località si sono sfiorati persino i +36° +37°.I caldi venti da N-NE che scivolano dagli altopiani interni del Mato Grosso hanno investito in pieno il Paraguay, causando una drastica impennata dei valori termici su tutto il paese, in particolare sull’arida regione del Chaco, che si è rapidamente arroventata.Lo scorso martedi 12 Luglio a Concepcion si è registrata una temperatura massima di ben +33.6°, mentre la capitale di stato Asuncion ha sfondato il muro dei +30°.Si tratta di valori di più di +5° +6° superiori alle medie del periodo.Ricordiamo che comunque il record di caldo per il mese di Luglio nell’emisfero australe appartiene a Villamontes, in Bolivia, che vanta un primato di tutto rispetto sui +41.1°.
Il caldo dovrebbe continuare ad interessare buona parte del Brasile, il Paraguay, e il nord dell’Argentina e l’est dei territori boliviani anche nei prossimi giorni.Merito di uno sbilanciamento, un pò più verso est, dell’anticiclone sub-tropicale dell’Atlantico meridionale (alta pressione di Sant’Elena) che nei prossimi giorni si allargherà con i propri elementi verso le coste del Brasile centro-meridionale, fino agli stati del Minas Gerai e Bahia.Questa temporanea estensione del corpo più occidentale dell’alta pressione dell’Atlantico meridionale verso le coste centro-meridionali del Brasile determinerà l’accentuazione di una tesa ventilazione sud-orientale, legata all’Aliseo di SE, che investirà le coste degli stati di Bahia, il Sergipe, l’Alagoas, il Pernambuco fino al Cearà, il Pianuf e il Maranhao.Questi venti una volta penetrati sull’entroterra, negli altopiani più interni, tra Bahia e Tocantins, tenderanno a ruotare dai quadranti orientali a nord-orientali dirigendosi in prossimità delle alture del Mato Grosso e del Goias sotto una calda e secca ventilazione da Ne o da N-NE.Qui i venti settentrionali raccoglieranno masse d’aria molto calde e asciutte che verranno spinte in direzione del Paraguay e dell’Argentina settentrionale, andando a scaldarsi ulteriormente per il fenomeno della “compressione adiabatica” derivata dai forti moti discendenti in seno al regime anticiclonico.

