Abbronzatura: tutti i segreti in un software

Un software con indicazioni personalizzate per raggiungere la tintarella “scientifica” ed evitare di scottarsi. Come una ricetta. Con tanto di allarme in tempo reale quando arriva il punto di “cottura”. A lavorare al progetto e’ il Cnr, che in collaborazione con la Mason university, in Virginia, sta mettendo a punto un apposito algoritmo in grado di tenere conto di vari fattori: posizione geografica, ora del giorno, condizioni meteorologiche, intensita’ della luce solare, tipo di carnagione, livello di difesa utilizzata.
Sulle creme si trova scritto sempre piu’ spesso per quanto tempo si puo’ prendere il sole con quel tipo di protezione, ma a fine giornata non si pensa mai a quello a che e’ successo sulla propria pelle e se si e’ rispettato o ecceduto la soglia di tolleranza – ha siegato in un’intervista al Velino il dermatologo Gennaro Spera, del servizio Prevenzione e protezione del Cnr -. Noi abbiamo ribaltato il problema e cerchiamo di elaborare un sistema per quantificare l’esposizione quotidiana rispetto a quanto il proprio organismo consente. E attualmente stiamo verificando empiricamente vari modelli matematici per trovare il piu’ appropriato“.
Come in una dieta in cui si dispone di un bonus di calorie al giorno, allo stesso modo la ricerca intende “programmare” l’esposizione per evitare brutte sorprese. Come le bruciature ma non solo. Oltre alle rughe, infatti, il foto-invecchiamento e’ all’origine anche degli epiteliomi, piccoli tumori della pelle che hanno una stretta relazione con gli abusi di sole accumulati nel tempo. Un problema che puo’ essere risolto con una corretta esposizione al sole, che stando agli studi piu’ recenti entro certe dosi e’ in grado perfino di svolgere una funzione difensiva dal melanoma. L’autoprotezione della pelle di un albino dura dieci minuti appena, una persona con carnagione scura puo’ “resistere” fino a un’ora e mezza: per calcolare in diretta il rischio di scottatura, ecco allora il software allo studio del Cnr. “L’idea e’ di realizzare un programma che, sulla base della georeferenziazione e di informazioni inserite dall’utente, e’ in grado di avvisare, magari con un allarme, quando si sta superando la soglia di rischio – afferma Spera. Siamo a buon punto ed entro la fine dell’anno potrebbe diventare realta’“. Giusto in tempo per la prossima stagione balneare.