“Il problema del caldo per le api e’ sicuramente irrisolvibile“. Cosi’ Andrea Terreni, vicepresidente Unione nazionale associazione apicoltori italiani (Unaapi), commenta con LABITALIA l’allarme lanciato oggi da Coldiretti delle api stremate dal caldo che hanno smesso di volare e non svolgono piu’ il lavoro di trasporto del polline, mettendo a rischio la produzione di miele. “Da 10 giorni -dice- le api hanno smesso di lavorare. Certo questo non e’ periodo in cui la laboriosita’ delle api raggiunge alti livelli, tuttavia uno stop cosi’ lungo non c’era mai stato“. “Il problema -sottolinea- non si puo’ risolvere neanche spostando le arnie. Le api, infatti, possono essere spostate per un raggio di non meno di tre chilometri, e per molti apicoltori si tratta di una cosa impossibile da fare“. “Per il momento -continua Terreni– si segue la regola di garantire l’ombra agli animali dalle 12 in poi cercando di non fare sentire la sete. Ovviamente e’ inutile mettere delle ciotole d’acqua, le api impiegano tempo prima di cambiare abitudine e poi si rischia di farle ‘scivolare’. Si possono pero’ inserire dei percorsi di acqua su del materiale ruvido come il sughero“.
“Oltre il caldo -spiega il vicepresidente Unaapi- gli apicoltori devono affrontare il problema della forte moria di animali che c’e’ stata negli ultimi giorni, soprattutto in Toscana. Da quando sono iniziati i trattamenti di disinfestazione da parassiti sugli olivi, infatti, le api hanno cominciato a risentirne fino a morire. In commercio, ora vengono messi dei prodotti realizzati con insetticidi dagli effetti dirompenti spesso letali“. “Stiamo organizzando -afferma- una campagna di informazione da diffondere tra gli agricoltori, affinche’ capiscano i danni causati dall’uso di certi prodotti. A settembre partiremo con questa iniziativa, in occasione dell’annuale festa dei produttori italiani che si tiene a Montalcino (Siena)”.
Api, emergenza caldo: per gli apicoltori è un “problema irrisolvibile”
