La mortalità della popolazione anziana aumenta del 3% per ogni grado in più di temperatura rispetto alla media stagionale: lo ha detto il prof. Niccolò Marchionni, presidente della Società italiana di gerontologia e geriatrica, intervenendo sul decesso, a Milano e in provincia, di 10 anziani a causa di patologie respiratorie e cardiovascolari peggiorate dal caldo e dalla disidratazione, nei giorni scorsi a causa dell’ondata di calore in atto. Ricordiamo che con oltre +36°C, martedì a Milano c’è stato un caldo da record.
“Con l’aumento delle temperature – sottolinea Marchionni – crescono, come dimostrato da uno studio britannico, anche i ricoveri“. I motivi della crescita della mortalità e di morbilità degli over 65 con il caldo sono due: il primo, indipendente dalle patologie, è legato alle riserve di acqua dell’anziano, che “rappresentano meno del 50% del peso dell’individuo contro il 60% dell’adulto: con la disidratazione gli anziani vanno piu’ facilmente a incontro a insufficienza renale“.
Il secondo motivo e’ la riduzione dello stimolo della sete che si ha nell’anziano: “con la disidratazione – avverte il geriatra – la concentrazione dei farmaci che si assumono aumenta, per quelli ipertensivi, ad esempio, c’e’ il rischio di un abbassamento improvviso della pressione, con cadute e traumi“. Per questo, ricorda Marchionni, “è importante l’aggiustamento della terapia in estate, che già di per sè provoca un abbassamento della pressione“. A rischio, secondo il geriatra, sono comunque anche gli anziani sani. “Non bisogna poi dimenticare – osserva – che in molti hanno patologie nascoste: in questi casi il caldo, penso al caso di un’anziano con insufficienza renale cronica non diagnosticata, potrebbe provocare un’insufficienza renale acuta e letale“. Marchionni ricorda che in base a uno studio americano nei soggetti di oltre 70 anni di età l’insufficienza renale, modesta o severa che sia, supera il 35%. Un eccesso di mortalità, del 15%, è stato già registrato durante la breve ondata di caldo del luglio di quest’anno, dal 9 al 14, in 7 città (Firenze, Roma, Bologna, Bolzano, Trieste, Civitavecchia e Palermo). E l’anno scorso, durante l’unica ondata di calore di luglio, si erano notati incrementi di mortalita’ significativi in 11 citta’.
Secondo Roberto Bernabei, geriatra dell’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore, “tutte le situazioni estreme possono far precipitare gli eventi in chi, come gli anziani, ha condizioni di fragilita‘”. Una delle ‘fonti’ di stress e’ appunto il caldo. “Gli anziani – rileva Bernabei – non sono portati a bere, perchè non hanno più il senso della sete. Inoltre la sintomatologia della disidratazione e’ vaga, proteiforme, e spesso da’ inizio a una serie di eventi a cascata“.
Il consiglio che il geriatra della’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore da’ agli anziani e’ quello di bere il piu’ possibile, “se non ci sono controindicazioni piu’ di 2 litri di acqua al giorno“, ricordandosi che l’assenza dello stimolo della sete non indica che l’organismo non ha bisogno di acqua. Inoltre importante e’ soggiornare in ambienti refrigerati. Peraltro, rileva il geriatra, il caldo e’ solo una delle cause di stress per gli anziani: “il freddo – conclude – e’ ancora piu’ pericoloso, dato che l’organismo vi si difende meno bene rispetto all’afa. Non e’ un caso che proprio nei mesi freddi di dicembre, gennaio e febbraio si registri la maggior parte dei decessi“. Secondo lo studio britannico citato da Marchionni, con il freddo si ha, per ogni grado in meno rispetto alla media, un aumento della mortalita’ pari al 6%.
