
“I fenicotteri rosa (Phoenicopterus roseus) – spiega una nota del Corpo forestale dello Stato – abitano in preferenza in regioni calde o secche. Il termine fenicottero deriva dal greco e significa ‘ala di porpora’, per indicare la caratteristica colorazione di questi uccelli in eta’ adulta, dal rosa al rosso acceso, poiche’ si nutrono in prevalenza di un piccolo crostaceo che contiene un pigmento porpora, assimilato con la nutrizione. Alti, con lunghi colli sinuosi e piedi palmati, si distinguono per il caratteristico becco arcuato che facilita loro il lavoro di filtrazione delle acque e del fango, dove vivono piccoli animali o vegetali di cui si cibano. Forti volatori, migrano durante le stagioni di transizione spostandosi da una fonte di cibo ad un’altra. Durante il volo tengono tesi i lunghi colli in avanti e le zampe all’indietro, formando delle caratteristiche ‘V’ nel cielo. I fenicotteri rosa in Italia sono presenti per lo piu’ in Sardegna, dove giungono per svernare, ma piccoli gruppi sfruttano altre zone umide del centro-sud del nostro Paese, come i laghi costieri del Parco Nazionale del Circeo. Il nido viene costruito dalla coppia in acque basse con il fango, e viene modellato a forma di tronco di cono con il becco. Le femmine vi depongono solitamente un uovo, in casi eccezionali due. I piccoli fenicotteri, circa quattro mesi dopo la nascita, sono gia’ in grado di volare e di migrare insieme ai genitori, al termine dell’estate. Il fenicottero rosa – spiega in conclusione la nota – e’ un uccello particolarmente protetto sia da Convenzioni internazionali sia dalle Leggi nazionali sulla tutela della fauna selvatica“.
Circeo: liberato il fenicottero rosa curato dal Cfs Sabaudia
