
Continua la lunga crisi dell’artico che sembra non avere fine. Secondo le ultime rilevazioni satellitari nel mese di Luglio del 2011 l’artico ha fatto segnare il suo nuovo minimo storico, dal 1979 ad oggi, ossia da quanto si effettuano le misure satellitari. L’estensione della banchisa artica si è arrestata a soli 7.9 milioni di kmq, contro una media di ben 10.1 milioni di kmq. Siamo addirittura sotto i dati rilevati durante il terribile minimo del 2007. La maggior parte della perdita di ghiaccio si è registrata nella prima metà del mese, quando la stagnazione di una grossa cellula di alta pressione ha assicurato cieli sereni e soleggiamento a manetta su tutta la regione artica.Se a ciò aggiungiamo la continua risalita di masse d’aria calde, su più fronti (Canada, Russia, Siberia), dalle lontane latitudini sub-tropicali, allora la frittata è fatta.Le anomalie termiche positive più spaventose si sono sperimentate nelle prime due settimane di luglio, quando la temperatura dell’aria sopra il Polo Nord era circa di +11° +13° centigradi sopra la media stagionale.Ciò ha contribuito ad accelerare la fusione dei ghiacci, specie nei tratti davanti il Canada e le coste settentrionali siberiane.Fortunatamente durante le ultime due settimane di Luglio lo sviluppo di una profonda area di bassa pressione ha rinforzato la ventilazione rimescolando l’aria nei bassi strati e portato un pò più di freddo.L’unico dato confortante riguarda lo spessore dei ghiacci nelle aree duramente colpite dalle forti e prolungate anomalie termiche positive.Durante la terribile estate del 2007 una vasta parte dei ghiacci artici, con uno spessore medio inferiore ai 2 metri, si era fusa a ridosso dell’Europa e delle coste siberiane.Quest’anno invece l’area con ghiacci aventi uno spessore superiore ai 3 metri è molto più estesa rispetto al 2007.Secondo l’Università di Washington (Polar Science Center), il volume del ghiaccio marino artico è stata del 51% inferiori alla media e il 62% inferiore al massimo registrato, dal 1979 ad oggi.Il mese più duro per l’artico deve ancora venire, infatti bisognerà attendere sino alla fine di Agosto per capire realmente se, a piccoli passi, i ghiacci artici riusciranno a riprendere il terreno perso in questo Luglio di fuoco.
La bassa quantità di ghiaccio marino presente lungo i mari della Siberia sta favorendo numerose aziende e multinazionali che ne approfittano aprendo, temporaneamente (fin quando l’Artico lo permette), nuove rotte commerciali fra l’Europa e l’Asia, attraverso la navigazione lungo il mar della Siberia Orientale, il mar di Kara e il mar di Barents, sino alle Svalbard e al mar di Norvegia.Ciò sta comportando un enorme risparmio per le spese di carburante, che in questo determinato periodo di crisi economica mondiale sono abbastanza elevate.Tanto per fare un esempio, da Yokohama, in Giappone, fino al porto di Rotterdam, in Olanda, il percorso attraverso l’Artico è di circa 8.500 miglia. Se l’Artico è impraticabile, causa l’estensione dei ghiacci marini, il percorso attraverso gli oceani Pacifico, Indiano e Atlantico è superiore alle 13.000 miglia.
