
Un prodotto che – precisa la Coldiretti – rappresenta una importante fonte per l’alimentazione degli animali negli allevamenti dove per effetto dell’aumento delle quotazioni sono schizzati alle stelle i costi di produzione di carne e latte nelle stalle. Il costo dei mangimi e’ aumentato a giugno del 18 per cento rispetto allo scorso anno. Per effetto delle manovre finanziarie sul cibo si e’ verificata – precisa la Coldiretti – una grande volatilita’ impedendo la programmazione e mettendo a rischio le coltivazioni e l’allevamento in molti Paesi. Nelle estati del 2009 e del 2010 – ricorda la Coldiretti – il mais era infatti quotato su valori dimezzati rispetto a quelli attuali, al di sotto dei costi di produzione. La globalizzazione dei mercati, a cui non ha fatto seguito quella della politica, ha portato ad un deficit di responsabilita’, di onesta’ e di trasparenza che – sostiene la Coldiretti – ha generato la crisi internazionale ed ha drammaticamente legittimato la derubricazione del tema cibo fino a farlo considerare una merce qualsiasi, come fosse un aspirapolvere o un frigorifero.
Le quotazioni influenzano l’andamento delle produzioni per le quali in Italia l’Istat stima al momento un aumento del 6 per cento delle superfici coltivate, anche se le previsioni dovranno essere confermate a fine settembre in un incontro al Ministero delle Politiche Agricole. Al momento – riferisce la Coldiretti – le prime stime del Ministero delle Politiche agricole si limitano alla previsione di un calo di superfici e raccolto per il grano e l’avanzata dell’orzo. Per il grano duro la produzione 2011 dovrebbe attestarsi sui 3,6 milioni di tonnellate, il sei per cento in meno rispetto allo scorso anno, “grazie” ai 128mila ettari persi a inizio campagna e alle ondate di maltempo che hanno condizionato a piu’ riprese le semine annuali. Identico il discorso per il grano tenero, atteso a quota 2,8 milioni di tonnellate. Qui gli ettari seminati in meno sono stati 27mila, anche se il calo produttivo dovrebbe essere piu’ contenuto (-1 per cento). Ad avvantaggiarsi del calo – continua la Coldiretti – e’ stato sicuramente l’orzo, che supera il “muro” del milione di tonnellate (+9 per cento sul 2010), visto anche l’aumento delle superfici coltivate da 272mila a 288mila ettari. Nel settore delle oleaginose si prevede un incremento consistente nel comparto della soia, sia in termini di superficie, in aumento di circa 70mila ettari, sia di produzione, con 850mila tonnellate attese, quasi il doppio rispetto allo scorso anno. Dovrebbe, invece, diminuire il raccolto di girasole. Si prevedono – conclude la Coldiretti – circa 250mila tonnellate, contro le 280mila del 2010.