
Ciò che spiega Patanè è sacrosanto, così come siamo d’accordo nel tentativo di evitare inutili allarmismi. Ma proprio Patanè e altri esperti dell’Ingv, nei primissimi giorni di agosto, annunciavano la possibilità di una “eruzione di una certa entità” del vulcano Siciliano, specificando anche “a breve“, come possiamo leggere in quest’articolo, con le dichiarazioni proprio di Patanè, e in quest’altro, con le parole del vulcanologo dell’Ingv Marco Neri che ha detto in un’intervista all’Ansa che “stiamo registrando questa recrudescenza dei fenomeni, che stanno via via intensificandosi in frequenza e magnitudo, però sostanzialmente quello che ci si deve aspettare è che prima o poi un’eruzione più significativa avvenga. E’ succederà. Perche’ l’Etna è fatto così“.
Dopotutto le parole odierne del direttore dell’Ingv di Catania sono chiarissime, soprattutto quando specifica che “se ci dovesse essere un fase effusiva saremo in grado di prevederla diversi giorni, una settimana prima. Allo stato questi segnali non ci sono”.
Quindi attendiamoci, nelle prossime settimane, altre eruzioni spettacolari ma veloci come quelle dei giorni scorsi.
L’Ingv è un’eccellenza internazionale a livello scientifico e la situazione Etnea è chiara e non deve affatto preoccupare, in quanto anche un’eventuale grossa eruzione provocherebbe danni soltanto relativi (vedi luglio 2001).
Nonostante le evidenti contraddizioni semantiche nelle dichiarazioni degli esperti.
- Qui uno straordinario Reportage dell’eruzione di ieri.