Oltre ai problemi derivati dall’instabilità politica seguita alla caduta del regime dittatoriale di Saddam Hussein (gli attentati dinamitardi e le autobombe purtroppo sono tuttora all’ordine del giorno) il popolo iracheno in questi giorni ha dovuto fronteggiare una nuova emergenza; quella del caldo estremo.Ad inizio settimana la grande ondata di calore che da diverse settimane attanaglia l’intera area medio-orientale è andata ulteriormente ad intensificarsi fino a raggiungere il picco massimo in questi ultimi giorni, con temperature diurne largamente superiori al fatidico muro dei +50° all’ombra.Il centro della soffocante calura è stato proprio l’Iraq, tanto che in gran parte delle città e località del paese medio-orientale i termometri hanno fatto misurare valori a dir poco elevati, prossimi ai +50° +52°.Ma l’aspetto ancora più inquietante di questa terribile ondata di calore sta nel fatto che tali valori, over +50°, si sono archiviati su una vasta area geografica che comprende buona parte del territorio iracheno.Dati alla mano possiamo affermare che l’Iraq in questi giorni ha sperimentato una delle più brutali ondate di calore degli ultimi 100 anni.Mai visto nulla di simile fino ad ora, a detta dello stesso servizio meteorologico nazionale iracheno.
Il caldo estremo di questi giorni in tutto il Medio-Oriente, specie in Iraq, sarebbe stato originato dall’accumulo, nei medi e alti strati della troposfera, di masse d’aria molto calde e secche, di matrice sub-tropicale continentale, che sono rimaste semi/stazionarie nell’area per diverse settimane.Al contempo, l’avvento della poderosa circolazione monsonica (da SO) fra l’oceano Indiano settentrionale, il mar Arabico e le coste pakistane, ha contribuito ad isolare una vasta bolla di aria molto calda e secca, con isoterme prossime ai +35° +36° alla quota di 850 hpa, che dai deserti della penisola Arabica andava ad estendersi fino all’Iraq e all’altopiano centrale iraniano, rimanendo quasi intrappolata al suo interno.La scarsa circolazione eolica, con il Jet Stream in azione sopra l’Asia centrale, e la presenza di un robusto e persistente promontorio anticiclonico sub-tropicale in alta quota, con intensi fenomeni di “Subsidenza atmosferica” (correnti discendenti in seno alla colonna d’aria), hanno poi favorito la stagnazione, per intere settimane, di questo immenso lago di masse d’aria “roventi” sopra la vasta regione medio-orientale.Nell’ultima decade di Luglio lo stazionamento dell’aria molto calda sub-tropicale alle varie quote della troposfera aveva acceso una vera e propria “fornace” in quasi tutto il Medio-Oriente, con l’avvento di frequenti e potenti ondate di calore, agevolate dalla costante “Subsidenza atmosferica” regnante da settimane sull’area, che facevano schizzare i termometri oltre la soglia dei +50° in diverse località tra Iraq, Kuwait e Iran.Ma il grosso di questa eccezionale fase di super caldo in medio-oriente si è concretizzato proprio ad inizio di settimana quando i persistenti fenomeni di “Subsidenza atmosferica”, uniti alla scarsa circolazione delle correnti in alta quota, hanno compresso le masse d’aria, già in origine molto calde, verso gli strati più bassi della troposfera, riscaldandole ulteriormente.
Ciò ha causato una sensibile intensificazione della calura che ha raggiunto i picchi estremi che stiamo per descrivere.Sopra i cieli dell’Iraq, fra lunedi 1 e mercoledi 3 Agosto 2011, sono comparse le isoterme di +36° +38° alla quota di 850 hpa, nella libera atmosfera.Ancora più impressionanti sono i valori segnati alla quota di 500 hpa dove appare una sorprendente isoterma di +0°, indice di come il caldo si sia accumulato negli strati più alti della libera atmosfera.Per la prima volta i +38° alla quota di 850 hpa si sono raggiunti al di fuori dell’area indo-pakistana, dove spesso si possono raggiungere valori simili poco prima dell’arrivo del Monsone.Gli +0° a 500 hpa invece eguagliano la temperatura più alta mai raggiunta a tale quota al di fuori della regione tibetana, che vanta tuttora un record invidiabile di +5° a 500 hpa (record agevolato da ovvie ragioni orografiche).
L’avvento di simili isoterme in quota ha ulteriormente “arroventato” l’aria, favorendo una incredibile impennata delle temperature su tutto il suolo iracheno.Le prime avvisaglie si sono avute già nella giornata di lunedi 1 Agosto 2011 quando numerose stazioni, fra cui pure quella della capitale Baghdad, avevano sfondato il muro dei +50°, con picchi di +51° +52° all’ombra.Molto caldo anche nella giornata di martedi 2 Agosto, con varie massime comprese tra i +49° e i +50° +51°.Ma il clou di questa incredibile ondata di calore da guinnes dei primati si è registrato proprio mercoledi 3 Agosto 2011, quando per la prima volta nella storia, dentro il territorio iracheno, il termometro è riuscito a superare l’impressionante muro dei +53° all’ombra.A causa della calura soffocante le autorità irachene sono state costrette a sospendere le attività in molti uffici pubblici e nelle principali scuole del paese.Nelle ore centrali della giornata le città sembrano svuotarsi, persino il traffico diventa quasi insignificante nella caotica metropoli di Baghdad visto che la gente preferisce rimanere in casa, evitando fastidiose insolazioni o pericolosi colpi di calore, sempre in agguato quando si registrano simili temperature.Secondo la popolazione è la prima volta che il governo concede un giorno di vacanza in Iraq per un’ondata di caldo eccezionale.
I +53° della Base Area di Tallil di Nassirya stabiliscono il nuovo record mondiale di temperatura massima mai registrata nel mese di Agosto.
Tra i valori più elevati registrati nella giornata di mercoledi 3 Agosto 2011 la precedenza assoluta va agli incredibili +53° fatti dalla Base Area di Tallil di Nassirya (che sta poco distante dal centro della città) che stabiliscono niente meno che il nuovo record mondiale di temperatura massima più alta mai registrata sul pianeta nel mese di Agosto.Letteralmente bruciato il precedente record mondiale di temperatura massima mai registrata nel mese di Agosto, detenuto dalla solita Death Valley, con ben 126 Fahrenheit, circa +52.5°.Inoltre, per l’ennesimo anno consecutivo, con questi +53° viene nuovamente battuto il record nazionale di caldo iracheno.I +53.0° di Tallil sono andati in archivio con il metar delle 02:55 PM (ora locale), al momento della registrazione si segnalava cielo sereno con vento debole da Nord a 13 km/h e umidità relativa prossima al 5%, mentre la pressione si aggirava intorno i 994.7 hpa.Bisogna pure considerare che spesso simili valori si possono raggiungere solo all’interno di strette e profonde depressioni, vedi la Death Valley nel deserto californiano o i canyon del Belucistan al confine fra Iran e Pakistan, collocati in pieno deserto.Stavolta il muro dei +53° è stato ampiamente sfondato in una area pianeggiante, come quella di Nassirya, esposta alla prevalente ventilazione nord-occidentale che domina nel periodo estivo, poco avvezza a simili “scaldate”.Ciò rende questo record ancora più straordinario.Rammendiamo anche che si tratta della 5^ temperatura più alta mai registrata nel pianeta dopo gli insuperabili +53.9° della Deadh Valley, USA (fatti fra il 1960,1998, 2005, 2007), i +53.5°C a Moen jo Daro, Pakistan (26 Maggio 2010), i +53.3° di Lake Hvasu City, USA (1994), i +53.1° di Salaibya, Kuwait (2010) ed eguagliano i +53.0° di Dehloran, Iran (28 Luglio 2011) e di Sibi, Pakistan (26 Maggio 2010).Rimanendo sempre in Iraq va citato pure l’importante nuovo record assoluto di Karbala che ha stabilito una max di +51.0°.Il record della capitale Baghdad invece è stato mancato per poco, malgrado le continue max over +50° fatte in questi ultimi giorni.Oggi si prospetta una nuova giornata di fuoco in tutto il deserto iracheno, con i termometri nuovamente pronti a varcare la soglia dei +50°, anche se non si dovrebbero toccare i picchi estremi rilevati in queste ultime 24 ore.Nel proseguo di settimana infatti il super-caldo tenderà pian piano ad allentare la presa, anche se saranno molto probabili nuovi over +50° sparsi, specie fra il sud dell’Iran, l’Iraq meridionale e i vicini confini con il Kuwait, dove in quota insisterà la bolla d’aria molto calda e secca, con termiche prossime ai +35° +36° alla quota di 850 hpa.
Caldo record pure tra Caucaso, Kazakistan, Turkmenistan, Uzbekistan; in Armenia è stato battuto il record nazionale
Il caldo record di questi giorni non sta interessando solo l’Iraq, l’Iran e il Kuwait, ma anche l’area del Caucaso, la Georgia, l’Armenia e le Repubbliche ex-sovietiche come il Kazakistan, il Turkmenistam e l’Uzbekistan, dove i termometri hanno varcato abbondantemente i +40° +45°.Qui il caldo molto intenso, che persiste ormai da più di una settimana, è legato alla particolare configurazione barica che sta dominando l’andamento meteo/climatico in Europa.La presenza di una ampia saccatura oceanica, che dall’Europa centrale si sposta verso i settori più orientali del vecchio continente, sta favorendo il consolidamento di un forte promontorio anticiclonico di blocco che è centrato con i propri massimi fra l’area del Caucaso, l’altopiano orientale turco, il mar Caspio e i territori delle Repubbliche ex-sovietiche.Con l’avvicinamento del ramo ascendente della saccatura europea verso l’Ucraina e il bacino del mar Nero, una parte dell’intensa bolla di calore presente sopra i deserti del Medio-Oriente tende ad essere aspirata verso nord, in direzione del Caucaso, del mar Caspio e del Turkmenistam, Uzbekistan e Kazakistan, tramite una “rovente” ventilazione dai quadranti meridionali, la principale responsabile dei forti rialzi termici avvenuti in questi giorni.L’onda mobile di calore che si è generata è stata accompagnata da isoterme prossime alla soglia dei +26° +28° a 850 hpa oltre la regione del Caucaso.Temperature piuttosto elevate da giorni si registrano tra Armenia e Georgia, con punte di oltre i +40° +42°.In Armenia il caldo ha raggiunto il proprio apice proprio nella giornata di ieri quando la città di Meghri ha toccato i +43.7°, stabilendo cosi il nuovo record nazionale di caldo per l’Armenia.Anche la capitale Yerevan, dopo varie max consecutive di +40°, è riuscita a migliorare il proprio record di massima assoluta con i +42° fatti ieri pomeriggio.Ma non finisce qui, infatti il caldo eccezionale insisterà anche per i prossimi giorni e non è escluso il miglioramento di qualche altro record assoluto.La calura sta divenendo atroce anche in Turkmenistam, Uzbekistan e Kazakhstan, dove il richiamo di masse d’aria calde e secche dalle latitudini sub-tropicali non vuole arrestarsi.Tra le temperature più sorprendenti citiamo il nuovo record assoluto stabilito da Erbent, in Turkmenista, che ha segnato una massima di +47.3°; stracciato il record anteriore di +47.0°.Akkuduk invece ha eguagliato il proprio record di +46.4°.Molte altre stazioni invece per pochi decimi non sono riuscite a rinnovare i rispettivi record.Ma nei prossimi giorni, col perdurare della forte ondata di calore in arrivo dai deserti medio-orientali, alcuni di questi record assoluti potranno cadere definitivamente.Per una sensibile attenuazione della calura sull’Asia centrale bisognerà attendere non prima dell’inizio della prossima settimana.
