Le mappe sinottiche mostrano il robusto anticiclone sub-tropicale algerino che domina su tutto il Mediterraneo
L’intensa ondata di calore che da giorni sta tenendo sotto assedio l’intera penisola italiana, con picchi massimi di +41° +42° all’ombra raggiunti sulle piane interne della Toscana, avrebbe sfondato l’arco alpino raggiungendo pure la Svizzera e parte dell’Austria, dove si registrano valori termici molto elevati.In alcune località svizzere si sono archiviate temperature massime quasi prossime ai rispettivi record assoluti detenuti dall’estate del 2003.Nella giornata di ieri, lunedi 22 Agosto 2011, si sono segnate delle massime di tutto rispetto su buona parte delle Alpi Svizzere.In alcune zone le temperature massime registrate hanno superato i valori della tremenda stagione estiva del 2003, rimanendo dietro a quelli del Luglio 1983, o viceversa. Lo Jugenfraujoch li ha superati entrambi, nonostante ciò non è riuscito ad abbattere il record di caldo assoluto detenuto dal 2005.Tra le temperature massime più elevate vanno citati i +36.8° archiviati nella stazione di Sion, qui il record assoluto è di +37.2° e risale al 2003.A Ulrichen oltre 1345 metri sopra il livello del mare, la massima di ieri si è attestata agli incredibili +30.2°, ancora lontano il record assoluto di +32.2° del 1983.Si tratta comunque di una cifra molto elevata.
Ecco le massime più interessanti che si sono segnate nella giornata di ieri sulle Alpi Svizzere (a destra sono segnati i rispettivi record assoluti per le singole località)
Zermatt (1638m) +29.6°: (record +31.9° 1983)
Weissflujoch (2690m) +21.4°: (record +22.8° 1983)
Saentis (2490m) +20.5°: (record +20.8°1983)
Davos (1590m) +28.5°: (record +29.0° 1983)
Corvatsch (3315m) 11.5°: (record +13.1° 1983)
La forte impennata dei valori termici in alta quota è da attribuire alla risalita di una grossa bolla di aria molto calda e secca che dal Sahara algerino si spinge sino alla MittelEuropa, scavalcando l’arco alpino tramite una debole ventilazione dai quadranti meridionali.Le masse d’aria calda sub-tropicale, pilotate dal robusto anticiclone algerino disteso sul Mediterraneo, hanno invaso la troposfera fino agli strati medio-alti.Il notevole accumulo di calore ha determinato la drastica risalita delle zero termico che si è portato ben oltre la quota dei 4000 metri lungo l’arco alpino, specie sul settore più occidentale.Ciò spiega pure il sensibile aumento dei geopotenziali alla quota di 500 hpa che hanno sfondato il muro dei 592 Dam.Il caldo intenso persisterà anche per i prossimi giorni visto l’insistenza di una situazione barica di blocco che si è instaurata sul vecchio continente, con la presenza di una vasta saccatura oceanica che dal nord Atlantico, sede di una ampia circolazione ciclonica ben strutturata in quota, si distende fino ai settori più occidentali europei, fra Portogallo e Spagna.Tale configurazione favorirà la stagnazione del robusto campo anticiclonico sub-tropicale sull’Italia, Balcani e parte della MittelEuropa fino a fine mese, con prevalenti condizioni di tempo stabile e soleggiato e temperature attese in ulteriore incremento per il costante afflusso di aria calda e secca in quota dall’entroterra desertico algerino.
Ghiacciai alpini messi in crisi dal caldo intenso di questi giorni
Il gran caldo di questi giorni sta mettendo a dura prova i ghiacciai alpini
Per i tanti nevai e ghiacciai alpini sono delle giornate davvero durissime.Le elevate temperature che si stanno registrando in quota, con valori largamente positivi, stanno agevolando una semi/fusione di molti ghiacciai.I nemici numero uno dei ghiacciai sono proprio il soleggiamento prolungato unito alle alte temperature in quota, elementi che purtroppo condizioneranno l’intera settimana.Una drastica riduzione del manto nevoso si sta registrando nelle vette della Val Senales.Il Corvatsch, a più di 3300 metri di quota, appare agli occhi dei tanti turisti quasi tutto spelacchiato con un nevaio molto piccolo che viene evidenziato da dei puntini bianchi. Non va di certo meglio sopra lo Stelvio o nella Marmolada. Spostandoci in Germania anche le web-came dello Zugspitze mostrano ai tanti utenti degli scenari simili. La prima webcam, quella sistemata sulla cima a 2900 metri di altezza, fa vedere l’ultimo fazzoletto del navaio ormai quasi fuso dal caldo di questi giorni.Purtroppo non è ancora finita, anzi il peggio verrà proprio in questi giorni. Per buona parte dei ghiacciai alpini la prova più dura si dovrebbe superare durante il prossimo weekend.Poi anche se a fine mese si realizzerà un calo termico sole e caldo continueranno per qualche giorno, causando non pochi problemi per la tenuta dei nevai.Certo il paragone con la tremenda stagione estiva del 2003, quando sul Plateau Rosa si verificarono delle piogge con ben +11°, non regge minimamente, ma ciò però non basta a far abbassare l’attenzione su una situazione che presenta numerose criticità.Ormai non ci resta che attendere fino a fine mese per ulteriori analisi più approfondite sullo stato di forma dei ghiacciai alpini.