Il tifone “Muifa” approda tra Cina e Coree apportando diluvi e potenti mareggiate

Il tifone "Muifa" durante il transito sopra le isole Ryùkyù

Dopo aver devastato l’arcipelago meridionale giapponese delle Ryùkyù il tifone “Muifa”, tra i più potenti e longevi di questo 2011, ha proseguito la sua corsa sul mar Cinese Oriente, dove ha mantenuto buona parte del suo potenziale prima del “landfall” definitivo lungo le coste orientali cinesi.Fra sabato 6 e domenica 7 Agosto “Muifa” ha attraversato le calde acque superficiali del mar Cinese Orientale con venti molto forti che hanno toccato i 130-140 km/h, con raffiche di picco fino a 160 km/h.Subito dopo aver oltrepassato le Ryùkyù la tempesta ha cominciato a piegare più verso nord-ovest e nord-nord/ovest, scorrendo davanti le coste cinesi orientali, non lontano dall’area di Shanghai e dai numerosi distretti limitrofi.Durante la risalita verso nord-nord/ovest l’enorme fronte nuvoloso collocato nella parte orientale di “Muifa” ha colpito in pieno la Corea del Sud dove si sono registrate precipitazioni molto abbondanti che hanno assunto carattere alluvionale in alcune regioni, cagionandi ingenti danni per inondazioni, frane e allagamenti.Oltre 300 mm di pioggia sono caduti nella città di Cheju che è rimasta interamente allagata.Precipitazioni abbondanti hanno colpito anche le città di Suncheon, Sogwipo e Seongsan, con accumuli superiori ai 150-200 mm in poco più di 24 ore.Le forti piogge portate dal tifone hanno poi colpito in pieno le coste orientali cinesi, dall’area di Shanghai fino alla provincia dello Shandong, con apporti pluviometrici davvero rilevanti nel giro di sole 24 ore, con picchi superiori ai 200 mm.Anche qui le prolungate precipitazioni hanno creato molti disagi per la popolazione, a seguito degli allagamenti e dei tanti smottamenti avvenuti nelle aree interne.Ma oltre alle forti piogge e ai violenti rovesci di pioggia la tempesta ha anche dato luogo anche a potenti mareggiate che hanno flagellato gran parte delle coste orientali cinesi che si affacciano sul mar Cinese Orientale, dall’area di Shanghai fino ai litorali settentrionali di Dalian.Le grandi ondate, alte fino a 8-10 metri, in qualche caso hanno provocato ingenti danni lungo i litorali cinesi, affondando decine di pescherecci e vulnerando le innumerevoli infrastrutture.Addirittura, vicino la costa della città di Dalian, le gigantesche ondate alzate da “Muifa”  hanno eroso gli argini minacciano un grande impianto chimico. La popolazione delle aree vicine e’ stata evacuata.Le autorità cinesi non hanno chiarito quali sono i prodotti chimici che potrebbero fuoriuscire dall’impianto.Secondo delle indiscrezioni locali l’impianto chimico produce il paraxilene, un materiale cancerogeno usato nella fabbricazione del poliestere e di alcune fibre sintetiche.Per rimediare ai danni gli stessi lavoratori dell’impianto chimico cercano di riparare gli argini con l’ausilio dei soldati dell’ esercito di liberazione popolare.

“Muifa”, ormai a ridotto a tropical storm, sta effettuando il “landfall” nella provincia del Liaoning, non lontano dai confini nord coreani

Nel frattempo, salendo sempre più verso nord, giungendo sino al mar Giallo, su acque sempre meno calde, il tifone “Muifa” ha perso parte del suo potenziale venendo declassato a tempesta tropicale, con venti medi sostenuti fino a 105 km/h e raffiche di gran lunga superiori che sollevano grosse ondate di “mare vivo”, alte più di 4-5 metri.Proprio in queste ore la tropical storm, seppur visibilmente indebolita dopo il transito sopra le più fresche acque del mar Giallo, dovrebbe effettuare il “landfall” definitivo sulle coste della provincia cinese di Liaoning, vicino ai confini con la Corea del Nord.Subito dopo aver toccato terra l’ex tifone tenderà rapidamente a indebolirsi a depressione tropicale spostandosi verso l’immediato entroterra della Cina settentrionale, a ridosso dei confini nord coreani.Nelle prossime ore la tempesta tropicale, declassata a semplice depressione tropicale, dovrebbe apportare abbondanti piogge e forti rovesci, con accumuli di oltre i 150-200 mm in meno di 24 ore, fra il Dandong e il Tonghua.Piogge molto intense dovrebbero interessare anche il resto della Cina nord-orientale e la Corea del Nord, compresa la regione su cui sorge la capitale Pyongyang.A causa delle abbondanti precipitazioni non sono esclusi anche degli allagamenti, frane, smottamenti e locali inondazioni per l’esondazioni di alcuni corsi d’acqua tra il Liaoning e i vicini confini della Corea del Nord.Poco fa il quartier generale provinciale per il controllo delle inondazioni e degli aiuti contro la siccita’ ha annunciato che sono stati approntati 756 rifugi temporanei nella citta’ di confine di Dandong, nel Liaoning, capaci di ospitare più di un milione di persone.

Le grandi ondate di "Muifa" su Okinawa

Autentici diluvi, venti tempestosi e grosse mareggiate hanno accompagnato il passaggio di “Muifa” sulle Ryùkyù

Qualche giorno prima di lambire le coste cinesi orientali il tifone “Muifa”, proveniente dal Pacifico occidentale, ha colpito in pieno le isole Ryùkyù che sono state letteralmente devastate da venti tempestosi, grosse ondate e veri e propri diluvi tropicali, con accumuli di oltre i 300 mm.Nella giornata di venerdi 5 Agosto, nel momento in cui il tifone attraversava l’arcipelago allo status di ciclone di 2^ categoria, su Naha City si scatenava l’inferno, tra fortissimi rovesci resi orizzontali dalle fortissime raffiche di vento, inizialmente da NE o E-NE, che hanno toccato i 141 km/h nella raffica di picco.Da segnalare pure il minimo barico, segnato dalla locale stazione barometrica, che è scesa al di sotto dei 956 hpa, prima di risalire dal tardo pomeriggio/sera.Lungo le coste si sono abbattute grandi ondate, alte più di 6-8 metri.Notevolissimi anche gli apporti pluviometrici scaricati dal tifone “Muifa” in questi ultimi giorni.Basti pensare che su Nago, tra giovedi 4 e sabato 6 Agosto, sono caduti poco più di 533 mm di pioggia, 381 mm a Naha e 316 mm a Kumejima.Si tratta di quantitativi d’acqua davvero notevoli che stanno ad indicare le grandi potenzialità della tempesta.”Muifa” ha anche cagionato numerosi danni, feriti e mandando in tilt il trasporto aereo.

"Merbok" mentre viene declassato a tropical storm sul Pacifico occidentale

Sul Pacifico occidentale troviamo in azione la tempesta tropicale “Merbok”; nessun pericolo per le terre emerse

Dopo “Muifa” il Pacifico occidentale ha sfornato una nuova tempesta che è stata nominata “Merbok” dal servizio meteorologico giapponese.Fortunatamente “Merbok”, a differenza di “Muifa”, è rimasto relegato in pieno oceano, diverse centinaia di miglia a largo delle coste giapponesi.Nei giorni scorsi la tempesta, girando sopra acque superficiali molto calde, è riuscita a raggiungere lo status di tifone di 1^ categoria, con venti medi sostenuti ben oltre i 130 km/h e raffiche superiori.Oltreppassando il 35′ parallelo nord la tempesta è finita su acque meno calde che hanno ulteriormente indebolito l’attività convettiva al suo interno, riducendola a una comune tempesta tropicale nel cuore del Pacifico occidentale.Entro le prossime 24-36 ore “Merbok” piegherà verso nord-est seguendo una traiettoria che l’ho porterà verso un lento dissipamento sul Pacifico settentrionale.