”Se in 48 ore le fiamme colpiscono nello stesso luogo e nella stessa zona i dubbi che dietro agli incendi ci siano interessi speculativi diventano quasi certezze. In Campania il 70% degli incendi sono di origine dolosa con interessi loschi e affari illegali”. La denuncia e’ di Legambiente Campania. ”Basti pensare al giro d’affari legato al rimboschimento: costa 2000 euro il rimboschimento di un ettaro bruciato – spiega Pasquale Raia, responsabile Aree Protette Legambiente Campania in merito agli incendi che in questi giorni stanno colpendo il Parco Nazionale del Vesuvio – Gia’ all’inizio di luglio avevamo denunciato che dopo l’apertura della discarica Sari, non c’e’ piu’ controllo del territorio, e sono tante le microdiscariche ricche di rifiuti e copertoni, potenziali miccia per gli incendi”. ”Non basta – conclude – l’attivita’ esemplare delle forze dell’ordine e del corpo forestale ogni estate, in prima linea nelle attivita’ di spegnimento, informazione, avvistamento e controllo del territorio. La lotta a questi veri e propri delitti ambientali non puo’ prescindere dalla sensibilizzazione dei cittadini e delle comunita’, anche per rompere quel muro di omerta’ che a volte circonda gli incendiari. Dietro le fiamme che in questi giorni colpiscono il Vesuvio molto probabilmente come spesso accade c’e’ il dolo, spinti da un ritorno economico. Fondamentale e’ la prevenzione, soprattutto se si analizza che da due anni gli incendi colpiscono la Campania sempre verso la fine dell’estate, quando cala l’attenzione e si e’ pronti per capitalizzare il danno in autunno”.
